Aumentano occupati e contributi

13/07/2007
    venerdì 13 luglio 2007

    Pagina 6 – Economia

    NEI PRIMI CINQUE MESI DELL’ANNO

      Aumentano occupati e contributi:
      l’Inps incassa 3,8 miliardi in più

        Roma

        CONTRIBUTI – Effetto Finanziaria e crescita sulle casse dell’Inps. Nei primi cinque mesi di quest’anno le entrate sono aumentate di 3,8 miliardi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Lo ha dichiarato il presidente dell’Istituto, Gianpaolo Sassi. «La cassa al 31 maggio va bene – ha spiegato Sassi – abbiamo 3,8 miliardi di euro in più di entrate sul 2006. Le uscite al 31 maggio sono invece pari a 2,2 miliardi in più rispetto al 2006». Più entrate, dunque, ma anche più spese, anche se il saldo finale è in attivo per 1,6 miliardi.

        L’esplosione delle entrate è il risultato combinato dell’aumento dei contributi versati e soprattutto dell’incremento dell’occupazione. Il dato delle uscite risente, in particolare, della crescita delle pensioni di vecchiaia e dell’aumento degli importi. Le pensioni di anzianità, invece, non avrebbero inciso più di tanto. Rispetto alle previsioni sul 2007, nei primi cinque mesi le entrate sono state maggiori di 1,9 miliardi rispetto alle attese.

        L’aumento più forte previsto in Finanziaria riguarda la contribuzione dei lavoratori autonomi e parasubordinati, che sono passati dal 18 al 23%. Una misura voluta dal governo anche per contrastare la precarietà dei lavoratori non assunti con regolare contratto a tempo indeterminato. Ma anche i dipendenti contribuiscono in parte agli aumenti, con un’aliquota maggiorata dello 0,30% (dal 32,7% al 33%), con una manovra che a fine anno dovrebbe consentire un gettito di circa 700 milioni.

        Ma più che i dati sul bilancio, l’Istituto ha annunciato ieri una poderosa manovra di risparmi, che consentirà di accantonare 3,1 milioni di euro. Si punta a tagliare il 67,4% dei componenti degli organismi centrali e periferici. Una sforbiciata di 3.991 posizioni: il numero complessivo dei componenti scenderà infatti dagli attuali 5.922 a 1.931. Il risparmio sarà di oltre 3 milioni e 100mila euro. «È un provvedimento importante che va nella direzione della razionalizzazione e dell’efficienza – ha detto Damiano – è un’indicazione molto importante che se seguita in termini più generali può portare risorse aggiuntive per i problemi aperti. Si tratta di un’operazione robusta, non un semplice maquillage. Ci fa ben sperare». Il decreto del ministero del Lavoro su “razionalizzazione e risparmi dei comitati centrali e periferici dell’Inps” è ora atteso al “concerto” del Tesoro. L’ultima parola spetterà alla Corte dei conti. «Le parti sociali rinunciano a 3.991 posti – ha osservato Sassi – questo però non inciderà sulla funzionalità ed efficienza dei comitati».

      b. di g.