Aumenta negli italiani la paura di perdere il posto di lavoro

17/11/2004

    mercoledì 17 novembre 2004

    Una ricerca di Rmc-Eurisko
    Aumenta negli italiani la paura di perdere il posto di lavoro

    la.ma.

    MILANO Italiani sempre più insicuri rispetto al lavoro. Hanno sempre più paura di perderlo, e confidano sempre meno nella possibilità di trovarne un altro alle stesse condizioni economiche. Un timore che caratterizza i cittadini italiani molto più che quelli di altri Paesi europei, dove sembra esserci un maggior dinamismo nel mondo del lavoro, e dove la fiducia nelle possibilità di occupazione è decisamente maggiore.
    L’ultima conferma arriva con la ricerca messa a punto da Right Management Consultants in collaborazione con l’Eurisko, che attesta come l’Italia sia ormai al nono posto nella classifica di 12 paesi europei rispetto alla fiducia dei lavoratori di mantenere il posto.
    Lo studio è stato realizzato sulla base di un indice, il Right career confidence index (Rcc), che misura per l’appunto il grado di sicurezza nel tenersi stretti il posto di lavoro e il grado di fiducia nella propria carriera. Indice che per l’Italia è decisamente al di sotto della media europea di 3,2 punti. Insomma, l’Italia resta fuori dall’ondata di ottimismo che trapela in più di una nazione europea.
    Anzi, di più: rispetto allo scorso anno l’indice, anche se è vero che ha mostrato un lieve incremento passando da 48,0 a 49,2, è rimasto però più sotto della media europea che da 49,9 di novembre 2003 è schizzata a 52,4.
    Come dire che in Europa l’ottimismo cresce, ma non da noi.
    Così, l’Italia è scesa dal settimo posto al nono seguita solo da Olanda, Svizzera e Germania. In particolare, in Italia la percentuale dei lavoratori che ritiene molto probabile o abbastanza probabile perdere il proprio posto di lavoro nei prossimi 12 mesi è lievemente cresciuta rispetto a novembre 2003 passando da 14,9% a 16%. È aumentata anche la percentuale di lavoratori a tempo pieno (79,3% a novembre 2003 contro 81,1% di oggi) che ritiene sia abbastanza difficile o molto difficile per una persona che perde il posto di lavoro trovarne un altro alle stesse condizioni economiche.
    Più in generale, i più ottimisti in Europa sono i norvegesi con un indice uguale a 61,3, seguiti dagli spagnoli (59,9) e dai danesi (57,1). I più pessimisti rimangono i tedeschi con un indice pari a 44,4.
    Da evidenziare il recupero di ottimismo da parte degli spagnoli rispetto all’ultimo semestre (56,6 a maggio 2004 contro 59,9 oggi).
    Gli studiosi che hanno messo a punto la ricerca hanno anche calcolato che l’indice a livello internazionale si è assestato a 51,2 punti, recuperando 1,2 punti rispetto allo scorso semestre (50,0) e 2,5 punti rispetto allo scorso anno (48,7).
    L’indice della fiducia sulla carriera verte attorno a due interrogativi posti ai lavoratori impiegati a tempo pieno di 18 Paesi: qual è la probabilità di perdere il lavoro nel prossimo anno, e qual è la probabilità per una persona licenziata oggi di trovare un’occupazione simile alle stesse condizioni economiche. L’indice incorpora la tendenza delle due risposte.