Aumenta lo stipendio per le colf

12/03/2001









Sabato 10 Marzo 2001

Le norme scatteranno dal 18 marzo e riguardano oltre 216 mila persone
Aumenta lo stipendio per le colf
Il nuovo contratto prevede la riduzione dell’orario
ROMA
Le colf che lavorano nelle case degli italiani avranno dal 18 marzo un aumento salariale, una maggiore tutela della maternità e un minore monte-ore di lavoro quando vivono fisse in casa. A stabilirlo è il contratto collettivo di categoria, siglato ieri tra le tre federazioni aderenti a Cgil, Cisl e Uil (Filcams, Fisascat e Uiltucs) più la Federcolf aderente alle Acli e, dall’altra parte, le associazioni dei datori di lavoro (Domina e Fidaldo). Ecco le principali novità.

CHI RIGUARDA.
Le 216 mila colf che regolarmente lavorano nelle case. Il contratto vuole però soprattutto far emergere il diffusissimo lavoro nero.
TEMPI.
Il contratto inizia il 18 marzo e scadrà il 7 marzo 2005.
DIVIETO DI LICENZIAMENTO.
L’estensione della legge sulla maternità è una delle novità principali. Il divieto di licenziamento va dall’inizio della gravidanza e per i cinque mesi di astensione obbligatoria.
ORARIO DI LAVORO.
Le colf che vivono in famiglia passeranno dalle 55 ore settimanali a 54; quelle a ore gradualmente dalle attuali 48 ore a 44.
SALARIO.
Incremento del 2,5% per le colf a ore; aumento del 7,5% per le colf conviventi e per le prestazioni di assistenza e presenza notturna.
ASSISTENZA MUTUALISTICA.
Le parti costituiranno una cassa mutua; i costi pagati dalle famiglie per l’indennità di malattia saranno rimborsati fiscalmente.
LAVORO INTERINALE.
Sarà possibile per sostituire personale in malattia, maternità e altre ricorrenze simili.
ANTICIPO TFR.
Fino al 70% dell’importo cumulato.
PREVIDENZA INTEGRATIVA.
Le parti avvieranno la procedura costitutiva.
LAVORO IRREGOLARE.
Il fenomeno del lavoro irregolare tra le mura domestiche è diffusissimo, considerando che su 1,4 milioni di colf solo 216 mila sono regolarmente assunte. Di queste, 103 mila sono extracomunitarie. Le donne l’87%.
Chi volesse mettere in regola il lavoratore-lavoratrice domestico può chiedere delucidazioni presso le sedi dei sindacati. E’ da ricordare che i contributi per i lavoratori ad ore comprendono sia la quota previdenziale che va all’Inps sia quella di assicurazione antinfortunistica che, versata all’Inps, viene poi dirottata all’Inail.
I contributi al lavoro domestico si pagano trimestralmente, il 10 del mese successivo a quello in cui il trimestre scade (per esempio: per il primo trimestre che scade il 31 marzo, vanno pagati entro il 10 aprile).