Aule più sporche per tutti. In 4 mila rischiano il posto

20/01/2010

Qualcosa come 4mila lavoratori che rischiano il posto, e centinaia di migliaia di bambini delle scuole elementari e medie d’Italia che rischiano di avere una scuola meno pulita e meno «sicura». Queste le conseguenze di una circolare ministeriale che fa capo a Mariastella Gelmini, datata 14 dicembre e inviata alle scuole il 22 (ultimo giorno prima delle vacanze natalizie), e che in sostanza impone un taglio del 25%alle spese di pulizie e sorveglianza a tutte le scuole di primo e secondo grado, a partire dal primo gennaio, anche in presenza di contratti d’appalto già in corso e in scadenza tra giugno e dicembre 2010. Con la stessa nota, peraltro, vengono ridotte anche le spese per le supplenze e i costi amministrativi. Quanto alla scuola, insomma, l’unico aumento sembra proprio essere quello degli stipendi dei professori di religione.
E, per il resto, è un florilegio di riduzioni. «Tagli che si sommano a quelli che abbiamo già avuto negli anni passati – spiega Elisa Camellini della Filcams Cgil nazionale – Stiamo parlando di persone, per lo più donne, che già lavorano da 2 a un massimo di 5 ore giornaliere, con contratti part-time: ridurre ulteriormente significa lasciarle a casa». Per contrastare le direttive, che interessano circa 10mila lavoratori del settore, ieri mobilitazione sindacale a Taranto, domani sciopero delle aziende di pulizia interessate a Firenze.
PULIZIA A GIORNI ALTERNI
Ma è soprattutto dai confronti già aperti con le Regioni (sono loro a gestire la partita degli appalti) che Cgil, Cisl e Uil sperano di trovare una soluzione al problema. Che, però, sembra ancora lontana. Nei giorni scorsi il direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, Luciano Fanti, ha inviato una nota ai dirigenti scolastici per fornire loro un «consiglio» su come ovviare al taglio di un quarto del budget ministeriale: «Per quanto riguarda aule e servizi igienici, che come noto comportano un costo più rilevante – ha scritto – la pulizia potrebbe essere fatta a giorni alterni, anziché quotidianamente».
Pronta la replica della Flc-Cgil locale: «Oltre alla qualità della scuola, con queste linee di indirizzo si mette addirittura in discussione la salute degli alunni e del personale che opera nella scuola: è chiaro che aule e bagni vanno puliti tutti i giorni, il suggerimento è inapplicabile». Al di là dei singoli casi, le critiche della Flc Cgil sono rivolte alla circolare nel suo complesso: «Ridurre del 25%la spesa per gli appalti – dice una nota – vuol dire costringere le scuole a ridurre il servizio e ad aumentare i carichi di lavoro del personale dipendente dalle ditte di pulizia e degli stessi collaboratori scolastici. Tutto ciò a partire dalla previsione che nel 2010 occorrerà una diminuzione della prestazione».