Auchan/Conad: nessun impegno per la ricollocazione dei lavoratori di Margherita Distribuzione

17/12/2019
auchanBIg

Nulla di fatto all’incontro con i sindacati. Resta Confermato lo sciopero del 23 dicembre

Si è concluso con un nulla di fatto, l’incontro che si è tenuto il 17 dicembre presso il Ministero dello Sviluppo Economico tra Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e i rappresentanti di Margherita Distribuzione SpA.
Dopo la rottura delle trattative del 9 dicembre scorso e la proclamazione di un pacchetto di 16 ore di sciopero, 8 delle quali si terranno sull’intero territorio nazionale il prossimo 23 dicembre, il confronto era stato convocato dal Ministero per cercare di riaprire il dialogo, ma così non è stato.
“Nonostante le reiterate disponibilità delle Organizzazioni Sindacali ad entrare realmente nel merito di una vicenda societaria quanto mai complessa e ad attivare i necessari interventi di ricorso agli ammortizzatori sociali conservativi (soprattutto Contratto di solidarietà difensivo) i rappresentanti di parte aziendale si sono trincerati dietro slogan di circostanza e confermato la loro chiusura” racconta Alessio Di Labio segretario Nazionale della Filcams Cgil.
È indispensabile chiarire, quanto prima: quale sarà l’impegno di Conad per offrire alternative occupazionali alle lavoratrici ed ai lavoratori attualmente occupati e che subiranno delle riduzioni in termini di superficie di vendita; quale sarà il destino dei format non compatibili col sistema organizzativo e quale sarà l’impegno delle Cooperative di sistema (Conad Nord Ovest, Dettaglianti Alimentari Organizzati, Conad Centro Nord, Commercianti Indipendenti Associati, Pac2000A, Conad Adriatico e Conad Sicilia), verso i lavoratori dell’ex Gruppo Auchan impiegato nelle sedi di Rozzano, Osimo, Roma, Vicenza e Brescia e negli 11 centri logistici a servizio della rete commerciale Sma Simply ed Auchan, che svolgono attività e funzioni sovrapponibili a quelle attualmente garantite dal personale Conad.

Sia i rappresentanti di Ancd che di Margherita continuano a non dare risposte, mentre il Ministero per lo sviluppo economico – da parte sua – ha invece sottolineato quanto auspichi che per la gestione degli esuberi vengano privilegiati gli strumenti di ammortizzazione sociale a carattere collettivo e condivisi con i sindaci e i rappresentanti delle Regioni presenti (Veneto, Campania, Puglia, Piemonte, Abruzzo, Lazio e Lombardia).

Resta quindi confermato lo sciopero nazionale del 23 dicembre prossimo: “una situazione gravissima – conclude Di Labio – la condotta aziendale è inaccettabile, non si può pensare di acquisire un Gruppo che nel 2018 ha realizzato circa 4 miliardi di euro senza sapere bene cosa farne.”