“Auchan Torino 2″ Gillone (Coop): meno profitti rispetto al passato

25/11/2004

    giovedì 25 novembre 2004

    Pagina XVII – Torino
    L’INCHIESTA
    LE INTERVISTE

    Gillone (Coop): meno profitti rispetto al passato
    «I conti non brillano ma c´è ancora spazio»

    «La crisi c´è e si sente. Per colpa della situazione congiunturale i conti economici del 2004 per il settore non saranno così brillanti come in passato». Parola di Fabrizio Gillone, presidente di Novacoop.

    La corsa alle aperture subirà una battuta d´arresto?

    «No, in Piemonte ci sono ancora spazi per sviluppare strutture. Non siamo arrivati alla saturazione. L´impennata di domande d´apertura nel 2003 è stata provocata dalla discussione della legge regionale, più restrittiva. Ora la situazione si è normalizzata» .


    Anche nel Torinese ci sono ancora spazi?

    «Certo, all´interno della stessa città ci sono aree mal servite. E´ indubbio che lo sviluppo di una offerta distributiva moderna non può essere infinita, ma non siamo arrivati al capolinea».


    Eppure il nuovo Centro Commerciale "La Certosa" di Collegno non è decollato. Come mai?

    «Anche noi avevamo studiato quella opportunità, ma non l´abbiamo ritenuta strategica. L´area è già ben servita. Ci sono invece zone della città e dell´hinterland densamente abitate che non sono coperte da ipermercati».


    I conti vanno comunque male?

    «Non brillano. Una grossa fetta dei consumatori si orienta di più sui prodotti con una fascia di prezzo intermedia e bassa. Lascia da parte le marche. In più ci sono le promozioni, la concorrenza sempre più agguerrita e la crescita dei costi. I volumi restano invariati, ma gli incassi ne risentono».


    Previsioni di chiusura Coop per il 2004?

    «In assoluto cresciamo del 10 per cento, ma se si tengono fuori le nuove aperture, l´aumento è prossimo alla zero. Non perdiamo, teniamo la posizione. Una dinamica simile a molti marchi, tenendo però conto che la grande distribuzione ha combattuto l´inflazione. Chi invece si trova con dei margini più stretti andrà in rosso».


    (d. lon.)