“Auchan Torino 1″ Il licenziamento entra al centro commerciale

25/11/2004

    giovedì 25 novembre 2004

    Pagina XVI – Torino

    L’INCHIESTA

    Il licenziamento entra al centro commerciale
    Venaria, 27 in mobilità da Auchan
    Il giro d´affari risulta in crescita solo perché è aumentato il numero delle strutture
    L´espansione però non è finita: chieste le licenze per tre nuove città mercato
    Anche la Standa dopo aver ridotto le filiali ha nel mirino il personale
    Il direttore d´area della catena: "Non prevediamo altri tagli di personale"


    DIEGO LONGHIN

    Lo spettro dei licenziamenti si abbatte sul settore della grande distribuzione in Piemonte. Epicentro della crisi è il Torinese. All´Auchan di Venaria sono 27 le procedure di mobilità avviate, mentre i vertici della Standa, gruppo in mano agli austriaci di Bille, dopo una campagna di chiusura delle filiali, vorrebbero aprire una discussione sui lavoratori in esubero negli iper rimasti. Non mancano poi le strutture "flop". Centri commerciali che si riempiono solo il sabato, come "La Certosa" di Collegno, dove all´interno c´è un ipermercato Carrefour. Situazione che rischia di compromettere gli sviluppi occupazionali. Segnali preoccupanti generati da una crisi dei consumi che mette alla prova i conti dei 4.452 supermercati regionali, di cui 121 grandi strutture. Il mercato è sempre più affollato e la redditività cala.

    Nel secondo bimestre del 2004 il giro d´affari del settore in Piemonte è cresciuto del 6%, contro il 4,8% della media nazionale. Dato positivo ma che va letto considerando l´espansione della rete, che fa lievitare sia i volumi sia i costi. Altro problema sono le promozioni, interessano più di un articolo su quattro e rappresentano ormai il 35 per cento del fatturato, e i cosiddetti prodotti "primo prezzo". Dinamiche che riducono i margini di guadagno. Per il centro studi Cermes l´anno si chiuderà, tenendo fuori dal calcolo le aperture di centri, con un 0,2 per cento di incremento. Pessimista l´AcNielsen: nei primi nove mesi le vendite del settore sono calate dello 0,3 per cento. Numeri piccoli ma preoccupanti per il Piemonte, dove la rete è sempre più vasta, e la provincia di Torino, che sconta la minor propensione a spendere. Ma i vertici dei principali marchi sostengono che la crisi, figlia della congiuntura, è superabile. «Si sta poi assistendo anche ad un´evoluzione della spesa ? spiega Francesco Alfieri, direttore regione Nord-Ovest di Auchan Italia ? il consumatore si sposta su nuovi gusti e scelte. Non sono previsti ulteriori interventi di riduzione d´organico sulla piazza di Torino, anzi, in Piemonte apriremo una nuova struttura a Cuneo».


    Pur nelle difficoltà c´è infatti una proliferazione di centri. Nel 2003 sono state 73 le richieste in Regione, 54 quelle accettate. Dopo l´approvazione della nuova legge, più restrittiva, le domande sono state 20: 4 approvate, 12 archiviate, 4 ancora da esaminare. Ad esempio tra Moncalieri e Rivalta sono previsti tre nuovi ipermercati. «E´ la provincia di Torino ? sottolinea Marco Cavaletto, direttore regionale al Commercio ? ad attrarre i maggiori investimenti». Anche le piccole strutture soffrono. La catena Crai chiuderà l´anno con un 2 per cento di flessione. «I consumi sono fermi ? dice Giuseppe Bezzo, presidente CodeCrai ? nel 2003 le vendite di prodotti a prezzo bloccati erano salite del 15 per cento, oggi, pur avendo abbassato i prezzi del 2%, l´aumento è del 6-7 per cento».