Attivo delegati Vigilanza Privata, Intervento Sabina Bigazzi

Abbiamo sentito già interventi, e temo ne sentiremo ancora, che denunciano tutti una situazione drammatica e, purtroppo, molto reale. Lo abbiamo detto tante volte: le imprese del settore stanno ormai implodendo.

Se dovessimo stilare una lista di quelle indebitate con l’Agenzia delle Entrate, quelle indebitate con il sistema bancario e di quelle completamente fuori dalle regole, credo che converrebbe di più fare la lista di quelle sane, ho detto sane non serie. Non credo di esagerare se dico che forse sarebbero sufficienti le dita di una mano.

Le associazioni che siedono al tavolo per il rinnovo del CCNL, rispecchiano in pieno questa situazione. Ognuna di loro rappresenta interessi parziali, in alcuni casi anche di una sola impresa, se non addirittura interessi personali.

Ognuna di loro ha associate aziende ben poco sane che, mentre si erigono a giudici di comportamenti elusivi ed irregolari, nella loro singola impresa e nei singoli territori fanno le cose peggiori. Nessuna visione di insieme, nessuna visione di prospettiva, nessuna progettualità per il settore che nel frattempo affonda, magari in buona parte per loro responsabilita’.

Apparentemente il confronto per il rinnovo del CCNL, e’ iniziato in un clima costruttivo. Ma ad ascoltare bene la nostra controparte, ci si rende conto che spesso rispondono a noi per rispondersi fra di loro, o per porsi problemi gli uni agli altri. Anche lo stesso tema di “Rappresentanza e Rappresentatività” , se per noi è dovuto dato che le confederazioni quegli accordi li hanno firmati, per loro viene usato in modo pretestuoso ed un po’ strumentale: chi rappresenta chi, chi rappresenta cosa, io rappresento più aziende di te o più pezzi del variegato mondo della Sicurezza.

Forse sarebbe bene, invece, che si domandassero prima di tutto,  se e quanto sono complessivamente rappresentativi di quel mondo. E’ quasi palpabile che la conflittualità fra le associazioni e’ molto alta.

Non si trovano d’accordo nemmeno sul sistema di regole che dovrebbe governare il settore. Eppure è un tema urgente e dovrebbe essere condiviso.

Ed invece, anche qui, si ricerca, nel rapporto diretto con le singole istituzioni, la regolino tarata sulla singola specifica realtà. Ne è segno evidente l’indifferenza che hanno dimostrato nei confronti della sottoscrizione del CCNL SINALV CISAL. Nemmeno il  fatto che si comincino ad aggiudicare appalti sulla base di quel CCNL sembra interessarli.

E allora, a questo proposito, qualche dubbio sorge e viene da porsi qualche domanda. Poiché faccio fatica a credere che ci sia stato un giorno in cui, di punto in bianco, associazioni inesistenti, se non create ad hoc, abbiano sentito l’urgenza di creare un CCNL specifico ex novo…..allora mi chiedo, chi gli avrà dato il mandato?

Molti di noi ricorderanno da dove nacque circa 25/30 anni fa, quello che noi chiamavamo “portierato”: fu una creazione delle imprese della Vigilanza Privata che potevano così offrire servizi a tariffe decisamente più basse. Non è che forse si è creato un altro mostro su cui scaricare gli appalti “tossici” essendo quel CCNL decisamente meno oneroso?

Chiaro che queste, al momento, sono solo domande che ci facciamo. Tuttavia è certo che  già si stanno aggiudicando appalti sulla base di quel CCNL.

E tutto questo con il silenzio complice delle istituzioni, lo abbiamo visto anche in casi recenti: la vicenda Civin, l’appalto di Siracusa, solo per citare un paio di esempi. Le stesse istituzioni che, quando gli si denunciano gravi irregolarità, o mesi e mesi  di stipendi arretrati, si pongono il problema dell’occupazione, anzi lo pongono a noi come se fosse nostra responsabilità. Ma quando si tratta di mancati cambi di appalto o di appalti aggiudicati in modo discutibile, non si pongono più lo stesso problema.

269, certificazioni di qualità, determina dell’ANAC, nuovo codice degli appalti, non servono a nulla se chi deve vigilare non lo fa.

Eppure quel sistema di regole, se pur in modo insufficiente e non del tutto adeguato a nostro avviso, dice cose importanti su quali debbano essere i riferimenti contrattuali. Ma nonostante questo le nostre richieste di un pronunciamento chiaro, reiterate più volte, sono rimaste inascoltate.

E invece è sempre più urgente che delle azioni vengano messe in atto da chi è deputato a farlo.

La prima urgenza e’ che Prefetture e Ministero degli Interni facciano controlli a tappeto sulle imprese di Vigilanza. Le licenze di quelle irregolari DEVONO ESSERE REVOCATE! Avremo poi un problema di occupazione? Certo! Ma perché ora e così come siamo messi, non lo abbiamo. E le regole degli appalti devono essere applicate tutte, a partire da quali siano i CCNL applicabili e di quali “tabelle del costo orario” debbano essere il riferimento di congruità.

E dato che sembrano essere temi che interessano solo a noi, dobbiamo mettere in campo tutte le nostre energie per promuovere tutte le iniziative utili a spingere le istituzioni a fare, in realtà, una cosa molto semplice: imporre il rispetto delle regole!

A mio avviso, però, questo richiede che prima di tutto ci prendiamo anche noi alcuni impegni.

Il primo: ogni volta che le imprese, lamentando situazioni di crisi, propongono la sottoscrizione di accordi fantasiosi quali, ad esempio, innalzamento del divisore mensile, congelamento di istituti contrattuali, blocco o trasformazione di mensilità aggiuntive, e chi più ne ha più ne metta: ci si deve rifiutare a tutti i livelli. Ed ogni volta che le imprese si cercano, o magari si creano, qualche O.S compiacente disposta a qualunque cosa, lo dobbiamo denunciare.

La storia ci dimostra che, laddove accordi simili sono stati fatti, non solo non hanno risolto i problemi, ma sono stati essi stessi causa di dumping negli appalti..

Attenzione, questo non vuol dire sottrarsi ad affrontare situazioni di crisi, lo abbiamo fatto ormai da anni anche in altri settori. Vuol dire però ricercare soluzioni che stiano nell’alveo degli strumenti messi a disposizione dalla legge, e di quelli messi a disposizione dal CCNL.

Il secondo impegno che ci dobbiamo prendere e’ che ogni singola vertenza di carattere locale, che sia un mancato cambio appalto, una gara di appalto mal aggiudicata o violazioni di regole che danneggino i lavoratori, deve produrre una immediata reazione da parte nostra, magari con presidi davanti alle Prefetture, anche là dove fossimo convocati intorno ad un tavolo. Possiamo anche immaginare iniziative a carattere regionale, magari dove sussistono le maggiori criticità, e con il nostro intervento. In ogni caso il primo compito delle segreterie nazionali sarà di far da cassa di risonanza anche nei confronti del livello istituzionale più alto.

Dobbiamo fare rumore e dare fastidio con la maggior continuità possibile.

Nessuno può dire oggi se la spunteremo, ma certamente è una battaglia che va fatta, quanto meno nessuno potrà dire che anche tutti noi siamo stati complici silenti. E magari non ci ascolteranno, ma almeno il rumore lo dovranno sentire.

Roma, 21 Febbraio 2017