Attacco al «portafoglio» sindacale, a rischio un miliardo di euro

23/04/2002






      Le nuove leggi preannunciate da Maroni imporranno l’obbligo di compilare i bilanci e vieteranno le trattenute

      Attacco al «portafoglio» sindacale, a rischio un miliardo di euro


      Quest’anno gli enti previdenziali pubblici verseranno ai soli patronati circa 300 milioni. Pezzotta: «Sono indignato». Epifani: «E’ un’intimidazione»

          ROMA – Il segretario della Cisl Savino Pezzotta si dice «indignato». Il numero due della Cgil Guglielmo Epifani parla di «intimidazione». Mentre per Adriano Musi della Uil «il ministro del Welfare non può essere il nostro interlocutore». Minaccia di lasciare segni profondi l’attacco ai «privilegi» dei sindacati lanciato in una intervista al Giornale da Roberto Maroni, che chiede una legge per cambiare «una situazione anomala, che non può più reggere» E minaccia di lasciarli soprattutto nel rapporto con Cisl e Uil. Il messaggio di Maroni è diretto principalmente ai due sindacati che il ministro del Welfare vorrebbe convincere a fare l’accordo sulle riforme del mercato del lavoro, isolando la Cgil di Sergio Cofferati. Ed è questo: il governo non è disposto a concedere più nulla a un sindacato che contrasta «pregiudizialmente» tutte le sue scelte. E’ pronto quindi a reagire mettendone in discussione tutte le prerogative, fino al ruolo dei patronati. Inutile dire che Cisl e Uil sarebbero duramente penalizzate, visto che per loro la componente di «servizio» è destinata a pesare sempre più.
          L’attacco è stato preparato nei minimi particolari. In parlamento giacciono tre proposte di legge del centrodestra. Le ultime due, messe a punto dalla Lega Nord, e che sono quelle a cui si riferisce Maroni, sono addirittura identiche. La prima l’ha presentata alla Camera Piergiorgio Martinelli lo scorso mese di ottobre. La seconda, invece, l’ha recapitata in Senato il leghista Antonio Gianfranco Vanzo all’inizio di febbraio. E curiosamente, entrambe sono state assegnate alle rispettive commissioni Lavoro nei giorni scorsi.
          Innanzitutto prevedono che sindacati e patronati debbano redigere i bilanci come fossero società private a tutti gli effetti e presentarli al ministero del Lavoro. Ma soprattutto stabiliscono il divieto di effettuare trattenute sindacali: il pagamento delle quote associative dovrebbe avvenire «attraverso diretto versamento volontario». Come se non bastasse, è prevista l’abrogazione della legge in base alla quale l’Inps e l’Inail effettuano le trattenute ai pensionati iscritti al sindacato. Un colpo mortale al portafoglio. Questa norma romperebbe infatti il meccanismo attuale in base al quale il pensionato che si rivolge al Centro di assistenza fiscale del sindacato o al suo patronato si vede richiedere l’iscrizione al sindacato stesso, con una delega a pagare le quote mediante trattenuta, senza scadenza.
          Ogni anno Cgil Cisl e Uil e i loro patronati incassano oltre un miliardo di euro fra tesseramenti, contributi e attività di servizi. La legge approvata alla fine della scorsa legislatura stabilisce che gli enti previdenziali pubblici versino ai patronati,il principale polmone finanziario dei sindacati, lo 0,22% delle prestazioni. Quest’anno dovrebbero incassare per tale voce 300 milioni di euro (205 dall’Inps, 82 dall’Inpdap e 13 dall’Inail), a cui si aggiungeranno le trattenute ai pensionati per l’iscrizione al sindacato: 296 milioni di euro solo per l’Inps.
Sergio Rizzo


Economia