Attacco ai diritti del lavoro ritorna anche l’arbitrato

30/09/2010

Non si è voluto dare ascolto al Capo dello Stato. Con questo testo l’Italia è agli ultimi posti in Europa ». Durissimo il commento di Guglielmo Epifani al collegato lavoro, varato ieri dall’Aula del Senato (147 sì,104no). Ora il decreto passa alla Camera per la sesta lettura, che dal Pdl annunciano come certa e immediata. Insomma, la maggioranza tira dritto nonostante i richiami del Colle, dell’opposizione e quelli dei rappresentanti dei lavoratori. «In questo provvedimento permangono problemi di costituzionalità – ha dichiarato ieri Anna Finocchiaro – Un coacervo, partito con 9articoli e diventato di 50: siamo di fronte a una delle peggiori esemplificazione di normazione, con buona pace del ministro Calderoli con le sue esigenze di semplificazione normativa e delle numerose raccomandazioni che sono venute
dal Presidente Napolitano». MINIMALISMO La presidente dei senatori Pd parla di «minimalismo» con cui il governo affronta i problemi del lavoro: senza un progetto, senza una visione d’insieme. Si tolgono tutele tassello per tassello, senza considerare le conseguenze. Il punto dolente per il sindacato resta l’arbitrato. È stato cassato l’emendamento Damiano, che introduceva la possibilità di ricorrere all’arbitrato solo al momento dell’insorgere delle controversie. Il testo prevede la scelta alla fine del periodo di prova, e non all’assunzione.
Per la Cgil cambia poco: resta una forte pressione sul lavoratore. Rimane il testo della Camera che esclude le controversie relative al licenziamento tra quelle che riguardano l’arbitrato. Per i licenziamenti, dunque, resta l’obbligo di ricorrere al giudice del lavoro. In Senato passa una modifica che stabilisce che anche «nei casi di invalidità del licenziamento » esso dovrà essere impugnato «entro 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione in forma scritta». Modifiche anche sulla questione amianto sui navigli di Stato. Eliminata la responsabilità penale dei vertici della marina, e le vittime vengono assimilate alle vittime del dovere. Il testo contiene una serie di norme di diverse materie. La più pericolosa per i più giovani è quella che riguarda l’apprendistato. C’è la possibilità di assolvere l’ultimo anno di obbligo scolastico, fissato a 16 anni, anche con l’apprendistato, che quindi varrà per i 15enni come stare in
classe. In altre parole, si esce dalla scuola prima: il percorso inverso da quello che seguono in Europa. Alcunenorme riguardano la previdenza. Prevista una clausola di salvaguardia per il pensionamento anticipato (minimo 57 anni di età e 35 di contributi) dei lavoratori impiegati in attività usuranti, come i dipendenti notturni o gli addetti alla linea. AMMORTIZZATORI
Il collegato prevede inoltre che dopo24 mesi dall’entrata in vigore della legge, il governo eserciti le deleghe sulla riforma degli ammortizzatori sociali per il riordino degli strumenti a sostegno del reddito, così comedei servizi per l’impiego, degli incentivi all’occupazione e dell’apprendistato e, più in particolare dell’occupazione femminile. I processi del lavoro tornano ad essere gratuiti. Nei casi di violazione nella trasformazione del contratto da tempo indeterminato a tempo determinato, il datore di lavoro dovrà risarcire il lavoratore con una indennità onnicomprensiva fissata tra 2,5 a 12 mensilità. la legge avvia inoltre la costituzione del casellario centrale degli infortuni, in capo all’ Inail. Passa da due a tre anni l’efficacia delle domande di iscrizione e cancellazione dall’albo delle imprese artigiane da comunicare all’Inps.