Atipici, richiesta di maggiori tutele

29/01/2003




Mercoledí 29 Gennaio 2003
ITALIA-LAVORO


Atipici, richiesta di maggiori tutele

Forza Italia a favore della proposta Moroni – Billè: servono regole


ROMA – Riduzione selettiva delle tutele inderogabili, flessibilità negoziata con un forte ruolo delle parti interessate e apertura di spazi di autonomie. Il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, auspica «una via italiana alla regolamentazione» del lavoro atipico. Nel suo intervento al convegno «Il lavoro che cambia», Billè ha spiegato che «le nuove tipologie di lavoro saranno la ricetta del futuro per risolvere o quanto meno contrastare il problema della disoccupazione». Secondo il presidente del Cnel, Pietro Larizza, bisogna anzitutto censire i nuovi lavori, «poi regolarli con le cose essenziali nell’ambito dei diritti e dei doveri e infine impedire che la fantasia creativa in alcuni settori di lavoro produca nuovi precariati mentre si tenta di regolarizzare i vecchi». Una proposta di regolamentazione degli atipici è stata presentata dal segretario della commissione Affari sociali della Camera, Chiara Moroni. Saranno estese le tutele, spiega il deputato, ma senza cadere nell’errore opposto, evitando di schiacciare «questo segmento del mercato del lavoro sulle stesse posizioni del lavoro subordinato, perché un’azione del genere finirebbe con l’alimentare irregolarità e lavoro sommerso». Moroni parla di tutele «meno profonde» e trova il consenso del vicepresidente dei deputati di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto: «La proposta di legge – dice – merita di essere appoggiata perché è indispensabile nell’ambito della nuova organizzazione del lavoro». Una regolamentazione più definita è rivendicata dal presidente di Assocallcenter, Ambrogio Pozzi. Nel settore lavorano circa 180mila addetti.