Atipici: In Italia sono pochi

29/07/2002


28 luglio 2002



ATIPICI

In Italia sono pochi

Uno studio Cgia

Nel nostro paese 16 lavoratori su 100 sono precari, uno su due ha meno di 34 anni. Rispetto agli altri paesi europei l’Italia ha meno giovanissimi già occupati nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni, mentre nella fascia di età più avanzata, tra i 45 e i 64 anni abbiamo meno lavoratori ancora attivi. I dati sono stati diffusi dalla Cgia di Mestre, il centro studi della confederazione degli artigiani che ha messo a confronto i dati ufficiali europei sul lavoro cosiddetto «atipico». Secondo la definizione dell’Eurostat, un lavoratore atipico è colui o colei che ha un lavoro non ascrivibile a forme di contratto full time a tempo indeterminato. In questa definizione l’Eurostat include quindi anche i contratti part time e il tempo determinato. Prendendo questa definizione e mettendo a confronto l’Italia con gli altri paesi risulta che l’Olanda ha il 46,5% di lavoratori atipici, la Germania il 30,4%, la Francia e il Regno Unito il 28%, mentre il nostro paese avrebbe il 15,6% di atipici sul totale dei dipendenti. Naturalmente in queste statistiche risultano solo i dati ufficiali, mentre non risulta – come è ovvio – il lavoro nero e il sommerso e tutta quell’area dell’arte dell’arrangiarsi, che porterebbero l’Italia molto più in alto nella classifica degli atipici.