Atipici, divertire senza tutele

30/05/2003

          1- Atipici, divertire senza tutele
          2- Le priorità: formazione e previdenza
ItaliaOggi (Economia e Impresa)
Numero
127, pag. 12 del 30/5/2003
di Cristina Di Gleria


Studio della Cna nell’area del divertimento e del terziario a Rimini e Bologna.

Atipici, divertire senza tutele

Manager turistici e animatori sono poco garantiti

Individualisti, competenti, creativi, specializzati e motivati alla propria realizzazione professionale. Questa la tipologia dei nuovi imprenditori protagonisti del mercato del lavoro, fotografata da una ricerca della Cna sul lavoro atipico a Bologna e a Rimini.

Lo studio sul lavoro atipico nel terziario pubblico e nell’area del divertimento nelle province di Bologna e Rimini ha verificato tipologie e condizioni occupazionali delle professioni atipiche in Emilia Romagna attraverso una serie di interviste e questionari.

- Il lavoro atipico nell’area pubblica a Bologna

Le amministrazioni locali si riorganizzano e chiedono al mercato figure specializzate cui affidare la realizzazione in service della progettualità. L’indagine ha evidenziato come nella provincia di Bologna operi un polo di terziario pubblico che esprime una crescente domanda di lavoro intellettuale da destinare a incarichi a tempo determinato. La diffusione delle forme contrattuali atipiche in questo settore risulta legata al generale processo di riorganizzazione in atto nella p.a. locale e nelle sue diverse articolazioni, che vede un elevato utilizzo dei contratti a tempo determinato per le sostituzioni momentanee e di quelli a collaborazione coordinata e continuativa per la realizzazione di progetti specifici di durata limitata nel tempo.

Dalla ricerca emerge un utilizzo relativamente diffuso dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa (pari al 4,8%). Anche il contratto a tempo determinato assume un certo peso (pari al 3,1% del totale) quasi esclusivamente nella sua forma a tempo pieno e utilizzata principalmente per sostituire il personale dipendente assente per malattia o maternità. Molto raro è l’utilizzo del part-time a tempo determinato (quattro soli casi dei quali tre presso la provincia), mentre non si registra alcun contratto di prestazione occasionale. Degli enti rilevati, solo la regione Emilia Romagna fa ricorso al telelavoro e ai rapporti di lavoro interinale. La durata dei contratti atipici è per il 37,5% quella annuale.

- Gli atipici in riviera

Il territorio riminese sembra rappresentare il naturale approdo delle evoluzioni del costume e nuove tendenze del mercato, caratterizzandosi come la patria del loisir, ossia del divertimento. La capacità di reazione alla crisi turistica degli anni 80 ha consentito al sistema riminese di riorganizzare la propria struttura produttiva attraverso la trasformazione di un’antica vocazione balneare, prima elitaria, poi di massa, in un’area specializzata nel divertimento e nel congressuale/fieristico.

Ecco dunque che la tradizionale offerta turistica si trasforma in una più ampia strategia competitiva che fa proprio del divertimento il nuovo protagonista. Tre le principali categorie di lavoratori atipici del divertimento: i manager of leisure (manager del divertimento), che costituiscono una fascia quantitativamente ristretta, gli scouts of leisure (giovani alla ricerca della propria carriera professionale), che, al contrario dei manager, non hanno ancora trovato una posizione riconosciuta, e gli spot workers (i lavoratori del week end), in prevalenza studenti che vogliono guadagnare qualcosa per pagarsi gli studi o coloro che desiderano associare un guadagno ad una passione particolare (verso la musica o lo sport per esempio).

ItaliaOggi (Economia e Impresa)
Numero
127, pag. 12 del 30/5/2003

Le priorità: formazione e previdenza

Formazione, servizi per l’impiego, sistema del credito e delle tutele rappresentano, secondo la Cna, le aree su cui intervenire per corrispondere alle esigenze di crescita professionale e sicurezza espresse dagli atipici intervistati nella ricerca svolta a Rimini e Bologna.

L’obiettivo è quello di fornire una formazione che offra contenuti a standard elevati, e diversificata per settori; servizi qualificati in grado di favorire maggiormente l’incrocio tra domanda offerta, l’orientamento e la transizione da un’occupazione all’altra. E ancora, interventi di sostegno al credito o a fondi di liquidità e la creazione di istituti assicurativi in grado di limitare l’elevato rischio imprenditoriale legato alla fase di start-up e alla dinamicità del mercato per questo tipo di attività. Infine, ottenere una soddisfacente tutela sociale a partire dagli ammortizzatori sociali e dalla salute, soprattutto nei periodi di intermittenza tra un lavoro e l’altro. Per tutto questo la Cna ha dato vita a un’apposita struttura: CnaInProprio.