“Atipici 2″ Risorse insufficienti (T.Boeri)

28/02/2005

    domenica 27 febbraio 2005

    Pagina 13- Doissier

    Risorse insufficienti
    Sarà solo cosmesi

    Tito Boeri

    Non sono noti i dettagli delle misure previste dal governo su ammortizzatori e Tfr. Ma l´esiguità delle risorse messe a disposizione per questi interventi (si parla di 2 miliardi e 250 milioni nel giro di quattro anni, di cui circa due terzi andrebbero agli ammortizzatori e un terzo al Tfr) fa ritenere che si tratterà di misure tutto sommato cosmetiche. La modesta riforma degli ammortizzatori prevista dal Patto per l´Italia del luglio 2002 sarebbe costata da sola almeno 1.150 milioni all´anno (700 milioni secondo le stime, a nostro avviso troppo ottimistiche, allora diramate dal governo). Con un terzo delle risorse a disposizione, è legittimo pensare che ci si limiterà a estendere di un paio di mesi la durata massima dei sussidi ordinari, mentre il Patto prevedeva anche di innalzare i sussidi dal 40 al 60 per cento del salario precedente, ed estendeva la durata dei sussidi fino a 12 mesi. Nelle dichiarazioni del ministro Siniscalco si accenna a un semplice incremento del fondo occupazione in vista di future riforme. Ma per fare "prefunding" della riforma degli ammortizzatori sociali ci vorrebbero più anni con surplus ben più consistenti. Per quanto riguarda il Tfr, assumendo che le imprese possano indebitarsi a un tasso del 5 per cento, si può stimare che la rinuncia al flusso del trattamento di fine rapporto possa loro costare circa 650 milioni di euro all´anno. Quindi anche qui le risorse messe a disposizione potranno coprire circa un terzo dei costi aggiuntivi per le imprese a regime. L´augurio è che la riforma del risparmio venga effettivamente approvata al più presto, cosa che permetterebbe di ridurre per altre vie (rilancio del mercato dei corporate bonds, maggiore competizione fra le banche) gli oneri del debito per le imprese. Si scommette, in ogni caso, su di un decollo molto lento della previdenza integrativa (nel 2005 sarebbero previsti solo 20 milioni per le aziende). Per stimolare davvero il trasferimento del Tfr ai fondi pensione bisognerebbe soprattutto incentivare i lavoratori, dato che oggi molti di quelli che hanno la possibilità di smobilizzare il Tfr preferiscono tenerlo presso le aziende. Non si tratta solo di potenziare gli sgravi fiscali, ma anche di introdurre referendum aziendali che vincolino tutti i lavoratori alla stessa scelta sul trasferimento o meno del Tfr, impedendo così che chi smobilizza il Tfr abbia un maggiore rischio di licenziamento degli altri.

    (L´intervento è parte di un articolo degli economisti de lavoce.info)