Atahotels – esito incontro 09/10/2013

Roma, 11 ottobre 2013

Oggetto: ATAHOTELS – Esito incontro 9 ottobre 2013


Testo Unitario

il giorno 9 ottobre 2013 si è tenuto a Milano il previsto incontro nazionale con la Direzione di ATAHOTELS, presenti le Strutture Territoriali e i delegati sindacali.
Dando seguito alla richiesta formulata da Filcams-CGIL/Fisascat-CISL/Uiltucs-UIL, in occasione dell’ultimo incontro del 19 aprile scorso, l’Azienda ha presentato il proprio piano industriale, a seguito dell’acquisizione di ATAHOTELS da parte del gruppo UNIPOL.
In premessa, l’Azienda ci ha subito evidenziato che il dato economico registrato dal 2009 al 2013 ha segnalato un andamento significativamente negativo, con perdite consistenti (circa 160 milioni di euro complessivi) e un fabbisogno finanziario necessario al risanamento che è stato valutato pari a circa 114 milioni di euro fino al 31/12/2013.
Nello specifico, per quanto riguarda l’ultimo anno consuntivato (il 2012), si sono registrati quasi 36 milioni di perdita, con costi pari a circa 1,3 volte il valore della produzione e con molti debiti, dovuti in gran parte agli affitti delle strutture alberghiere e debiti con fornitori.
I principali punti critici sono stati individuati, a detta della nuova proprietà, nei seguenti punti: la crisi del mercato; la presenza nel perimetro aziendale di strutture non adeguate al mercato; lo scarso sviluppo dell’azione commerciale; la scarsa attenzione alla correlazione tra costi e valore aggiunto; la presenza di dinamiche retributive non coerenti, a cominciare dai dirigenti; la ridondanza di personale non giustificato da attività; processi amministrativi poco efficienti.
A fronte di tutto ciò e di un andamento economico che la nuova proprietà ha definito “da azienda destinata a fallire”, la controllante UNIPOL ha dichiarato l’intenzione di impegnarsi al risanamento e al rilancio di ATAHOTELS, al fine di dare ad essa una prospettiva di mantenimento e di consolidamento.
A tal fine si rende però necessario, secondo la controllante, conseguire alcuni obiettivi, tra cui la riconduzione dei costi a livello di efficienza, il riallineamento delle strutture ai livelli di mercato, ed il pareggio di bilancio nel 2015.
Per raggiungere tali risultati UNIPOL ha intrapreso azioni di ripatrimonializzazione, di rinegoziazione degli affitti e di riqualificazione delle strutture; inoltre saranno adottati nuovi sistemi informatici e saranno aperti nuovi canali di vendita; saranno adottate misure di efficientamento degli acquisti e della gestione.
Il piano industriale di ATAHOTELS prevede anche, nell’ambito degli interventi patrimoniali messi a budget per il 2013, investimenti su strutture alberghiere, rinnovo mobili e arredi e sistemi informatici pari a circa 15/16 milioni di euro.

In prospettiva si prevede anche un incremento del numero di camere, che dovrebbe passare da 5.700 del 2012 a 5.900 nel 2015.
Per quanto riguarda invece il personale dipendente di ATAHOTELS, la nuova proprietà ha dichiarato da un lato di voler puntare sulla qualità del servizio, da elevare e rendere “omogenea”, anche attraverso mirati percorsi di formazione, dall’altra ha però affermato di voler intervenire sul “costo” del personale, parlando sia di “esuberi” che di necessità d’interventi volti a recuperare flessibilità ed efficienza.
Nell’illustrare a larghi tratti questo scenario, l’Azienda ha anche chiesto alle Organizzazioni Sindacali la disponibilità a definire un “accordo quadro” che consenta al confronto territoriale di realizzare recuperi di efficienza e di flessibilità.
A fronte di tutto ciò, le Organizzazioni Sindacali hanno immediatamente sottolineato la propria preoccupazione rispetto al tema della salvaguardia dell’occupazione, nell’ambito dello scenario del piano industriale illustrato dall’Azienda.
Se pur come OO. SS. abbiamo apprezzato il fatto che la nuova proprietà abbia deciso di impegnarsi nel risanamento e nel rilancio di ATAHOTEL, facendo fronte ai dissesti finanziari ereditati, riducendo l’esposizione debitoria ed individuando un programma di investimenti, puntando anche sulla valorizzazione delle professionalità.
Dall’illustrazione del piano industriale si deduce che le cause della crisi di ATAHOTELS sono prevalentemente da ricondurre alle scelte e agli errori nel passato compiuti dalla proprietà e dal management aziendale. Per quanto invece riguarda il personale dipendente, le OO.SS. hanno ricordato il pesante prezzo già pagato negli ultimi tempi in termini di procedure di mobilità e di ricorso alla cassa integrazione, con relativa riduzione del reddito dei lavoratori. Inoltre abbiamo anche evidenziato come nelle strutture di ATAHOTELS siano già state fatte estese esternalizzazioni, con conseguenti abbattimenti di costi e di rischi per l’Azienda, alla luce dei quali facciamo fatica a comprendere come si possa ancora parlare di riduzione degli organici.
Abbiamo infine detto all’Azienda che la nostra priorità consiste nella salvaguardia dell’occupazione di ATAHOTELS; pertanto non siamo disponibili ad affrontare il tema del recupero della flessibilità e dell’efficienza nell’ambito dell’organizzazione del lavoro e degli assetti contrattuali (temi peraltro ancora da circoscrivere) con la contestuale e pendente “dichiarazione di esuberi”.
Su nostra richiesta di chiarimento, l’Azienda ha infine affermato che intende aprire una procedura di licenziamento collettivo L. 223/91 (procedura di mobilità) entro circa 15 giorni, che riguarderà più realtà e che pertanto sarà di carattere Nazionale. ATAHOTELS non ha anticipato né il numero di lavoratori che saranno coinvolti nella procedura, né le relative strutture o sedi o mansioni.
A questo punto abbiamo ribadito le nostre preoccupazioni e la nostra volontà di difendere l’occupazione, rinviando ogni considerazione più articolata a seguito dei passi formali che l’Azienda intenderà intraprendere. Nel frattempo provvederemo ad informare i lavoratori e le lavoratrici dello scenario che ci è stato prefigurato.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Lucia Anile