Asti. I vigilantes sul piede di guerra

19/07/2002




(Del 19/7/2002 Sezione: Asti Pag. 35)
PROTESTA DELLE GUARDIE GIURATE CHE MINACCIANO DI RIVOLGERSI ALLA MAGISTRATURA
I vigilantes sul piede di guerra
«Mancano le condizioni di sicurezza sul lavoro»

ASTI
«Rischiamo ogni giorno la vita perchè lavoriamo senza le più elementari condizioni di sicurezza». Ha toni duri la denuncia degli addetti di vigilanza privata intervenuti alla conferenza stampa del sindacato di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil. Ad agitare le acque un recente episodio che ha visto protagonista una guardia giurata della «Vedetta» intervenuta per sventare una rapina. «Il collega – la precisazione – non avrebbe dovuto agire da solo: il regolamento della questura dispone che "in caso di intervento dovranno essere impiegate non una, ma almeno due guardie giurate". Invece molto spesso, quando scatta un allarme, il vigilantes si trova a fare tutto da solo». Perchè succede? Le guardie giurate, affiancate dai segretari di categoria Piero Canepa (Cgil), Andrea Mongelli (Cisl) e Francesco Di Martino (Uil), spiegano: «Due vigilantes costano più di uno. Dipende anche da come viene organizzato il personale. In certi istituti chi si è rifiutato di intervenire da solo, in caso di allarme, è stato licenziato. E troppo spesso chi fa questo lavoro non è sufficientemente preparato o aggiornato». A questura e prefettura la richiesta di «controllare di più come funzionano le cose nel nostro settore» e aggiornare il regolamento sulla sicurezza, unificandolo a tutti gli istituti di vigilanza (nell´Astigiano sono 5 e impiegano un centinaio di addetti). Con i datori di lavoro si punta a costituire un «tavolo bilaterale» (ma dopo l´ultimo incontro in prefettura c´è poco ottimismo) per la soluzione degli altri problemi: «Turni che coprono fino a 12 ore al giorno, troppi straordinari, riposi non goduti e nemmeno indennizzati. Ma in primo piano resta ovviamente la questione della nostra incolumità e della sicurezza del cittadino. Se questi problemi resteranno irrisolti ci rivolgeremo all´Ispettorato del lavoro e alla magistratura».

l. n.