Asta Coin, il fondo Pai al rush finale

15/02/2005

    martedì 15 febbraio 2005

    sezione: MERCATI DEI CAPITALI – pagina 39

    Grande distribuzione / La cessione del gruppo veneto entro fine febbraio
    Asta Coin, il fondo Pai al rush finale
    Ma spunta anche l’ipotesi di Clessidra
    CARLO FESTA
    MILANO •Sarebbe alle battute finali il processo di vendita del gruppo Coin. Dopo una lunga asta, secondo indiscrezioni, sarebbe rimasto in lizza soltanto il fondo Pai rispetto alla short list iniziale messa a punto dagli advisor Vitale & Associati e Jp Morgan: le trattative con Apax Partners — l’altro operatore di private equity in corsa — sarebbero infatti ormai a un punto fermo, mentre ancora prima si era ritirato il fondo Bs Private Equity. Ma, proprio nelle ultime settimane, a sorpresa sarebbe emersa la candidatura del fondo italiano Clessidra che, pur avendo guardato in passato il gruppo veneto, non si era mai presentato in modo ufficiale all’appello. Secondo osservatori vicini alle negoziazioni, salvo colpi di scena Pai resterebbe il favorito, visto che dallo scorso dicembre ha portato avanti la due dilingence e gli approfondimenti necessari. Tuttavia il fondo di Claudio Sposito avrebbe compiuto importanti progressi proprio nell’ultimo periodo. Nelle due settimane che mancherebbero alla chiusura dell’operazione, verranno fatte ulteriori verifiche sulle regole di governo societario e sui piani di sviluppo industriale con Marta e Piero Coin, che hanno avuto la delega a trattare la cessione: chi, tra Pai e Clessidra, riuscirà a portare a termine con successo la negoziazione avrà la maggioranza dell’azienda. Ma nella newco che verrà creata
    (che quindi lancerà successivamente l’Opa) dovrebbe restare con una robusta quota di minoranza ( probabilmente tra il 30% e il 40%) la famiglia Coin. Gli attuali azionisti non hanno infatti mai nascosto di voler ottenere una formula che consenta loro una corsia preferenziale per il riacquisto dell’azienda, quanto il gruppo di private equity vorrà uscire.
    Preludio alla possibile chiusura dell’operazione sono stati due eventi importanti: qualche giorno fa infatti Centaurus Capital lp, in qualità di gestore tra gli altri del fondo Centaurus Alpha Master Fund, ha incrementato la sua partecipazione nel gruppo Coin al 5% dal 2,95% dell’aprile 2004. Infine a fine dicembre un prestito da 28,5 milioni è stato erogato da parte di Efibanca ( come finanziamento senior) e un altro di 5 milioni da Italian Mezzanine ( con mezzanino) con lo scopo di rifinanziare l’indebitamento di FinCoin, cassaforte della famiglia Coin. Fino alla fine dello scorso anno veniva ipotizzata un’offerta da parte dei fondi per acquisire la maggioranza dell’azienda compresa in una forchetta fra 3,1 e 3,3 euro. Due settimane fa il gruppo Coin ha tuttavia indicato che le vendite dell’ultimo trimestre dell’esercizio ( chiuso il 31 gennaio) sono state inferiori alle attese, anche se controbilanciate dal buon andamento dei saldi di gennaio. Indicazioni che fanno ipotizzare che le offerte che i potenziali acquirenti potrebbero mettere sul piatto per la maggioranza potrebbero essere inferiori ai 3,1 3,3 euro attesi.