Assunzioni, bonus più ampio

22/11/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Esteso alle imprese del Centro-Nord lo sgravio totale triennale in favore dei datori di lavoro che incrementano l’occupazione al Sud

    Assunzioni, bonus più ampio
    Incentivi alle cooperative che applicano ai soci un contratto assimilabile a quello dei dipendenti
    Nevio Bianchi
    Lo sgravio triennale per i nuovi assunti in favore dei datori di lavoro che incrementano l’occupazione al Sud, viene esteso anche alle imprese che operano in alcune circoscrizioni del Centro-Nord nelle quali il tasso medio di disoccupazione sia superiore alla media nazionale. Lo stabilisce il comma tre dell’articolo 34, aggiunto nei giorni scosi dal Senato al disegno di legge Finanziaria per il 2002. Originariamente l’agevolazione era prevista solo per tutti i datori di lavoro privati e agli enti pubblici economici operanti nelle regioni di cui all’obiettivo 1 del regolamento comunitario e cioè nella Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. L’agevolazione consiste nello sgravio totale, per tre anni dalla data di assunzione, dei contributi, a carico del datore di lavoro (e quindi non riguarda i contributi a carico del dipendente), dovuti all’Inps e all’Enpas (Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo). L’individuazione specifica degli enti di previdenza comporta che la riduzione non è applicabile per i contributi dovuta ad altri Enti (per esempio l’Inpdai). Non dovrebbe inoltre essere applicabile, in base a una precisazione successiva, ai contributi dovuti all’Inps e all’Enpals, per lavoratori che non sono però iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti. E questo escluderebbe dal beneficio i dirigenti di aziende industriali anche relativamente ai contributi dovuti all’Inps. Lo sgravio spetta per tutti i lavoratori assunti esclusivamente nel 2002, a incremento delle unitàeffettivamente esistential 31 dicembre 2001. Ai fini dei requisiti, il comma 1 dell’articolo 34 rinvia al comma 6 dell’articolo 3 della legge 448/98, il quale a sua volta prevede le seguenti condizioni: l’impresa, anche di nuova costituzione deve realizzare un incremento del numero dei dipendenti a tempo pieno e indeterminato; l’impresa di nuova costituzione eserciti attività che non assorbono neppure in parte attività di imprese giuridicamente preesistenti a esclusione delle attività sottoposte al limite numerico o di superficie; il livello di occupazione raggiunto a seguito delle nuove assunzioni non subisca riduzioni nel corso del periodo agevolato; l’incremento della base occupazionale venga considerato al netto delle occupazioni in società controllate ai sensi dell’articolo 2359 del Codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto e, in caso di affidamento da parte di amministrazioni pubbliche di servizi od opere in concessione o appalto, al netto del personale comunque già occupato nelle medesime attività al 31 dicembre dell’anno precedente; i nuovi iscritti devono essere iscritti nelle liste di collocamento o di mobilità oppure devono fruire della Cassa integrazione guadagni negli stessi territori; i contratti di lavoro devono essere a tempo indeterminato; devono essere rispettati i contratti collettivi nazionali per i soggetti assunti; devono essere rispettate le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previsti dal Dlgs 626/94. Lo sgravio viene riconosciuto anche alle società cooperative di lavoro, relativamente ai nuovi soci lavoratori con i quali venga instaurato un rapporto di lavoro assimilabile a quello di lavoro dipendente. Gli altri datori di lavoro ai quali, come detto all’inizio, lo sgravio è stato esteso dal nuovo comma 3 dell’articolo 34, sono quelli che operano nei territori individuati dall’articolo 4, comma 3 della legge 448/98, (destinatari del credito di imposta) e cioè «territori delle sezioni circoscrizionali del collocamento nelle quali il tasso medio di disoccupazione, calcolato riparametrando il dato provinciale secondo la definizione allargata Istat, sia superiore alla media nazionale risultante dalla medesima rilevazione e che siano confinanti con le aree di cui all’obiettivo 1 del regolamento Cee 2052/88 (le cinque regioni indicate sopra) o con quelle per le quali la Commissione Ue ha riconosciuto la necessità di intervento con la decisione n. 836 dell’11 aprile 1997».
    Giovedí 22 Novembre 2001
 
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