Associazioni ancora in pressing

18/03/2003





              Martedí 18 Marzo 2003

                    Associazioni ancora in pressing


                    ROMA – Il Colap (il coordinamento delle professioni non riconosciute) e la Fita (la Federazione del terziario avanzato) chiederanno al sottosegretario alla Giustizia Michele Vietti nuove correzioni al testo di riforma. Per le Associazioni non riconosciute – come in questi giorni hanno fatto rilevare le sigle dei tributaristi, Int e Lapet in testa – estendere la protezione ad attività con connotazione qualificante per le professioni ordinistiche significa compromettere la nascita di un sistema duale, basato su Albi e organizzazioni riconosciute. Il problema, pur essendo particolarmente grave per i tributaristi in seguito a una sentenza della Corte di cassazione (49/03, depositata l’8 gennaio scorso) che ha ricondotto alla competenza esclusiva degli iscritti in Albi anche attività da tempo considerate "libere", come la tenuta dei libri contabili, colpisce quasi tutte le professioni emergenti. Esse infatti "rappresentano" nicchie lasciate scoperte dagli iscritti agli Ordini o sviluppano aree contigue alle attività riservate. Raramente costituiscono novità assolute. Il portavoce del Colap, Giuseppe Lupoi, sarà quindi ancora una volta critico rispetto ad alcuni passaggi del testo di riforma, rivendicando i presupposti perché le Associazioni possano misurarsi in condizioni di parità con gli Ordini, sul terreno delle attività libere. Probabilmente si riveleranno insufficienti anche gli spazi riconosciuti da Vietti alle Associazioni che dovrebbero qualificare (indirettamente) gli iscritti agli Ordini (per esempio, gli avvocati specialisti in diritto di famiglia), senza avere la possibilità di attribuire attestati di competenza. Verranno anche mossi rilievi rispetto alla disciplina sulle società: il testo fa salva esplicitamente solo la società tra avvocati. Il dubbio di Fita e Colap è che attarverso la delega si arrivi a estendere il "canone" della Stp, la società senza soci di capitale, a discapito delle attuali forme organizzative.