ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE, FILCAMS E NIDIL CGIL: BENE “SANATORIA”, MA FORMA CONTRATTUALE VA COMUNQUE ELIMINATA

01/08/2013

1 agosto 2013

Associazione in partecipazione, Filcams e NIdiL CGIL: bene “sanatoria”, ma forma contrattuale va comunque eliminata

È stato approvato il 30 luglio scorso al Senato un emendamento al DDL Lavoro presentato dalla sen. Rita Ghedini (PD) che propone una “sanatoria” per i contratti di associazione in partecipazione.

È noto a tutti come la riforma Fornero abbia modificato in modo troppo blando e inefficace la normativa relativa a questa tipologia contrattuale. Da allora la CGIL ha prodotto alcune intese di stabilizzazione ma ancora troppe aziende non hanno regolarizzato la loro posizione, spesso nascondendosi dietro false certificazioni. Lo dimostrano le tante segnalazioni che ancora arrivano sul sito dissociati.it a distanza di quasi due anni dal lancio della campagna di Filcams e NIdiL contro l’abuso dei contratti di associazione in partecipazione.
Sono tante le catene nazionali di vendita di mobili che sono state segnalate agli Ispettorati Provinciali, ma ad oggi non si sono ancora avute informazioni su eventuali visite ispettive realmente effettuate e sulle possibili irregolarità rilevate.
Sul fronte legale, invece, recentemente tre lavoratori della nota azienda Poltronesofà, assistiti dalla CGIL, hanno visto riconoscersi dal Tribunale di Torino il diritto al reintegro con contratto di lavoro subordinato.
Questo emendamento sembra rimettere in discussione la liceità dei contratti di associazione in partecipazione come rapporto di lavoro, disciplinandone la stabilizzazione con contratti a tempo indeterminato o di apprendistato attraverso accordi collettivi con i sindacati.

La finalità di tale emendamento è esplicitata nel suo primo articolo che recita: “Al fine di promuovere la stabilizzazione dell’occupazione mediante il ricorso a contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato nonché di garantire il corretto utilizzo dei contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro…”
Pur essendo la discussione ancora in corso e il risultato finale non certo, NIdiL e Filcams Cgil esprimono un primo giudizio positivo in merito a questo emendamento che sembra premiare l’impegno che le due categorie della Cgil hanno profuso in questi anni cercando di sensibilizzare istituzioni e datori di lavoro su questo tema. Non resta che attendere la conclusione dell’iter parlamentare per vedere le reazioni delle aziende e i conseguenti effetti sui lavoratori.
Sicuramente il termine previsto per settembre per la sottoscrizione degli accordi appare troppo ravvicinato rispetto alla entrata in vigore della normativa, ma l’auspicio è che sia solo l’inizio di un percorso che possa portare alla estinzione di questa forma contrattuale che, per come viene utilizzata, in particolare nel settore del commercio, ha dato fino ad ora la possibilità di eludere la regolare assunzione con contratto subordinato.