ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE: CORSA DELLE AZIENDE ALLA CERTIFICAZIONE DEI CONTRATTI PER ELUDERE LA RIFORMA DEL LAVORO

11/07/2012

11 luglio 2012

Associazione in partecipazione: corsa delle aziende alla certificazione dei contratti per eludere la riforma del lavoro

Continuano i tentativi di abuso e utilizzo improprio del contratto di associazione in partecipazione ai danni di tante lavoratrici e lavoratori. Molte aziende, per evitare di rientrare nei limiti imposti dal riforma del lavoro, in questi giorni stanno infatti cercando di assicurarsi l’esclusione dalla normativa certificando i contratti prima dell’entrata in vigore della legge, il 18 luglio prossimo.

La recente riforma Fornero, nel vano tentativo di limitare l’abuso dei contratti di associazione in partecipazione, ha individuato un numero di associati per ciascuna attività non superiore a tre, stabilendo inoltre che saranno escluse dalla norma le associazioni in partecipazione certificate.

“I fatti smentiscono ancora una volta la propaganda del Governo – commenta il segretario confederale CGIL Serena Sorrentino – Avevamo chiesto la cancellazione dell’associazione in partecipazione, fenomeno di vera e propria elusione di lavoro dipendente come dimostrano d’altronde le sentenze della Cassazione che si stanno susseguendo, e che costantemente riconoscono la natura subordinata dei rapporti ‘mascherati’ da questo”.

“Nonostante nella prima stesura della riforma – continua Sorrentino – la nostra richiesta fosse stata accolta, nella versione finale della legge l’associazione in partecipazione è stata reintrodotta con un limite di tre associati, che di fatto lascia inalterata la possibilità per le aziende di ricorrere a questa forma contrattuale”.

“Poiché la norma – aggiunge il segretario confederale – garantisce inoltre una salvaguardia per i rapporti di lavoro certificati entro l’entrata in vigore della legge, assistiamo in queste ore ad una penosa corsa alle certificazioni, in cui i lavoratori vengono costretti, di fronte all’alternativa della perdita del posto di lavoro, a recarsi davanti a commissioni apposite”.

È questo il caso ad esempio di grandi gruppi commerciali come ad esempio Poltronesofà, Retail Group Spa e Ricci Casa, che in queste ore si stanno avvalendo dei servizi di alcune apposite commissioni, che già in passato hanno visto annullate dal giudice loro certificazioni di lavoro fittiziamente autonomo.

“A nostro parere – conclude Sorrentino – andrebbe revocata la convenzione con il ministero del Lavoro a chi si prestasse a simili operazioni elusive rispetto ai pur tenui limiti posti dalla legge, come peraltro già chiesto da alcuni deputati in Parlamento. Contiamo comunque di discuterne direttamente col ministro Fornero, alla quale abbiamo già scritto chiedendo un incontro urgente sulla questione. Ci aspettiamo una convocazione in tempi strettissimi, dal momento che mancano pochi giorni all’entrata in vigore della legge”.

Filcams e Nidil Cgil, già dal novembre 2011, avevano lanciato una campagna informativa per denunciare i continui abusi del contratto di associazione in partecipazione. Grazie al sito www.dissociati.it, sono state raccolte centinaia di email dai lavoratori che segnalavano le aziende irregolari, alle quali i sindacati hanno recentemente inviato delle richieste di incontro.