Assemblea Confcoop: «Cooperative motore di sviluppo»

18/03/2004




        sezione: ECONOMIA ITALIANA/MERCATI data: 2004-03-18 – pag: 19
        autore: MASSIMO MASCINI
        All’assemblea di Confcoop il presidente Marino candida il sistema ad un ruolo centrale nella crescita del Paese
        «Cooperative motore di sviluppo»
        «Bisogna ristabilire un clima di forte e convinta coesione sociale»

        ROMA • Il sistema cooperativo si candida per un ruolo centrale nello sviluppo dell’economia del Paese. Lui gi Marino, presidente di Confcooperative, nella relazione all’assemblea dell’organizza zione, non ha avuto esitazioni nel ribadire la centralità della cooperazione per la ripresa della competitività. Lo ha fatto forte delle cifre di tutto rispetto del sistema che rappresenta e soprattutto nella consapevolezza della capacità del
        movimento cooperativo di esprimere quei valori di solidarietà e partecipazione che si stanno rivelando indispensabili per la ripresa.
        E infatti ha avuto il conforto del presidente della Camera, del presidente della Commissione Ue, dei ministri Antonio Marzano, Gianni Alemanno, Rocco Buttiglione, del segretario della Cisl Savino Pezzotta, e del presidente designato di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, tutti a sottolineare l’importanza della cooperazione e la
        disponibilità a nuove regole del gioco che prevedano un ruolo centrale anche per Confcooperative.
        Marino aveva le carte in regola per chiedere al mondo della politica, al sindacato, agli altri imprenditori regole del gioco più consone alle esigenze dell’economia. Il fatturato degli associati ha sfiorato i 40 miliardi di euro, l’occupazione è arrivata a 391mila unità, con aumenti negli ultimi
        quattro anni pari al 21,9% per quanto si riferisce al fatturato, del 34% per l’occupazione.
        Questi andamenti sono stati più brillanti nel biennio
        2000-2001, ma anche negli ultimi due anni, nonostante la crisi, il sistema ha retto bene e si è sviluppato.
        Ma lo sguardo è rivolto al futuro, agli impegni per la ripresa economica, nella necessità, come ha sottolineato Marino, di preparare subito la crescita, per non farsi trovare impreparati al momento in cui la ripresa possa arrivare. Di qui le richieste agli imprenditori perché riescano a fare sistema più di quanto non sia stato fatto finora, al mondo della politica perché il confronto non rappresenti sempre un campo di battaglia, al sindacato perché continui come in passato, almeno per la gran parte, a dare prove di responsabilità.
        Fondamentale in questo gioco risulta nell’esame del presidente della Confcooperative la realizzazione di un clima di forte e convinta coesione sociale. Se i partiti dovrebbero riuscire a realizzare tra di loro
        «un confronto costruttivo e rispettoso», oltre a porsi l’obiettivo di «coalizioni più dense e meno eterogenee», il compito principale spetta alle istituzioni e alle parti sociali perché collaborino, nella considerazione che «la fortuna di un Paese non sta solo nei beni di cui dispone, ma nella coesione tra le sue parti».
        Marino non ha avuto remore, ha rilevato come «alcune contrapposizioni, come quella che si è consumata sull’articolo 18 dello Statuto dei lavora
        tori, siano inutili. I sacrifici indispensabili — ha notato —devono essere condivisi dalla società, attraverso intese responsabili delle forze sociali
        ed economiche del Paese». Una richiesta che ha trovato il consenso soprattutto di Alemanno e Pezzotta, da sempre impegnati per un rilancio del
        la concertazione. Il punto, ha aggiunto Marino, è che «la concertazione, che ha avuto meriti e limiti,
        era un metodo che non favoriva la partecipazione operosadi tutti». Andare in 36 sigle a Palazzo Chigi non era sempre utile. Di qui la proposta per una «nuova concertazione» che sappia «consentire che nel le intese generali confluiscano impegni concreti e produttivi maturati in percorsi settoriali».
        Un appunto al sindacato è venuto dal presidente di Confcooperative per lo sciopero, a suo dire incomprensibile, in programma la prossima settimana. «Le riforme — ha detto Marino — non possono essere storie infinite, bisogna saper mettere un punto». Pezzotta gli ha fatto osservare che lo sciopero non è fatto solo per protestare contro la riforma delle pensioni, che non soddisfa nemmeno Confcooperative, ma per sostenetre proposte di sviluppo.