Assalto in banca coi kalashnikov ucciso un vigilante, due feriti

27/10/2010



SOLO il tempo di impugnare la pistola chiusa nella fondina. Viene ammazzato da una raffica di colpi di kalashnikov. A terra nel sangue anche il suo collega, ferito gravemente. E un cliente che sta facendo un prelievo allo sportello: ferito anche lui. I malviventi fuggono con un bottino che potrebbe aggirarsi intorno ai 120 mila euro. Hanno ucciso una guardia giurata di 43 anni, padre di 2 bimbi. Spariscono nel nulla lasciando una sola convinzione nella mente degli investigatori: sono gli stessi che lunedì hanno rapinato una banca di Afragola, ad appena tre chilometri in linea d´aria. Cinque ieri come l´altro ieri, e poi i kalashnikov, l´auto e il furgone con cui scappano. Con una differenza. Lunedì, ad Afragola, dopo aver sparato almeno cento proiettili anti blindato, si sono dovuti accontentare di un bottino di diecimila euro, bloccati dalla cassaforte a tempo. Ieri hanno cambiato strategia. Hanno seguito i vigilante che entravano nella banca per ritirare i valori, ma alla prima reazione delle guardie giurate non hanno esitato a fare fuoco. Due episodi gravissimi a ventiquattro ore di distanza e sullo stesso territorio, Afragola e Casoria. «Banditi autoctoni», sospettano gli investigatori, che ora dovranno confrontare i diversi filmati delle telecamere a circuito chiuso dei due diversi istituti di credito.
Ore 10.30 in via Guglielmo Marconi angolo via Pio XII a Casoria. Arriva il furgone blindato dell´istituto di vigilanza "Ipervigile". Scendono Gerardo Citarelli, 43 anni di Nocera Inferiore, e Giuseppe Lotta, trentanovenne di Scafati. Entrano quindi nella filiale della Unicredit – che non ha metal detector – per ritirare i plichi con denaro e assegni, mentre va loro incontro la guardia giurata in servizio nell´agenzia. Le divise entrano, non si accorgono dei cinque uomini che li seguono, si infilano all´interno, mentre loro, nella prima stanza dell´ingresso, prendono i plichi. Escono e sono bloccati dalla banda, a pochi centimetri dal commerciante di vini Antonio Caputo, 42 anni, cliente dell´Unicredit che sta facendo un´operazione allo sportello. Capiscono. Faccia a faccia con i delinquenti. Tutti armati, di kalashnikov e fucile a pompa. Proprio come i malviventi di Afragola. Citarelli d´istinto mette la mano sulla pistola. Succede l´inferno. I banditi sparano all´impazzata. Ammazzano Citarelli che, negli ultimi istanti di vita, riesce solo a premere il grilletto della sua pistola puntata verso terra. Il suo collega Lotta viene colpito allo stomaco, i colpi di kalashnikov gli spappolano una gamba. Ferito a una gamba anche il commerciante. «Sono riuscito a trascinarmi in bagno e a chiudere la porta a chiave ricostruirà il negoziante – Dalla toilette sentivo le urla provenire dal salone». Intanto la guardia giurata della banca viene scaraventata per terra a faccia in giù, un mitra puntato alla nuca. «Sono vivo per miracolo – racconterà poi ai carabinieri – Da quella posizione, con la testa a terra, ho sentito gli spari. Non potevo fare assolutamente nulla». Salvo. Non viene ferito come non restano colpiti i cinque dipendenti dell´istituto e un altro cliente agli sportelli. «Mi sono nascosta sotto la cassa – racconta una cassiera. Uno dei malviventi sparava all´impazzata, lo ha fatto per almeno venti secondi. Ho pensato che sarebbero morti tutti, e che poi sarebbe arrivato il mio turno». Dalla strada, intanto, la gente si accorge di quanto sta avvenendo. È il fuggi fuggi generale. I banditi prendono uno dei plichi e scappano, si ritrovano di fronte il collega di Citarelli a bordo del furgone, che ingrana la marcia e fugge con il portavalori nel cortile della caserma dei carabinieri. I banditi si allontanano invece a bordo di un furgone bianco e una Tempra station wagon verde. Per la guardia giurata non c´è più niente da fare, il suo collega Lotta viene portato in ospedale, al San Giovanni Bosco, e operato due volte per la gravi ferite riportate. Coinvolti i polmoni e una vertebra. È in prognosi riservata, in rianimazione. Per il cliente ferito a una gamba è necessaria la ricostruzione del muscolo colpito. Dice la moglie Rosa: «Voglio che i colpevoli vengano presi e paghino per quello che hanno fatto».