Assalto all’impero Autogrill

07/04/2003



          Lunedí 07 Aprile 2003


          Assalto all’impero Autogrill

          Ristorazione – I grandi gruppi internazionali in campo per il business dei servizi a chi viaggia

          VINCENZO CHIERCHIA


          Si infiamma la battaglia della ristorazione per chi viaggia, sull’onda del rinnovo delle concessioni su strada e nelle aree attrezzate di aeroporti e stazioni (grandi stazioni e medie stazioni). Si tratta di oltre 300 gare nel complesso che vedono sfidarsi colossi di calibro mondiale. L’Antitrust dal canto suo tiene i riflettori accesi per evitare il consolidarsi di posizioni dominanti o di connivenze di comodo (sia Autostrade che Autogrill hanno i comune i soci di riferimento). Il regime delle concessioni è basato su contratti stipulati tra società concedenti (ad esempio Autostrade, Anas, Autovie venete) e società di servizi in base a procedure di tipo competitivo, ossia gare. La novità dello scenario apertosi con il 2003 rispetto a quanto è avvenuto negli anni passati, riguarda, non tanto la scadenza delle concessioni, quanto il fatto che il mercato si sta progressivamente allargando. Basti pensare al fatto che un po’ tutte le società petrolifere stanno sviluppando investimenti nei servizi accessori e nella ristorazione per chi viaggia accanto alla tradizionale offerta di carburante. Un po’ tutte le società di ristorazione organizzata sono poi interessate alle prospettive dei servizi in concessione. Rilevanti anche le new entry sul mercato italiano: in pole position la società Moto, nata dalla joint-venture tra il gruppo inglese Compass, al top delle classifiche internazionali, e la modenese Cremonini. Compass (che ha acquisito il gruppo italiano Onama) nei mesi scorsi è stata tra l’altro in pista per acquisire la società Ristop, la quale, a sua volta aveva siglato una intesa di massima per passare in orbita Autogrill, poi bocciata dall’Antitrust. Pronto al rilancio sul mercato italiano anche il gigante transalpino Elior. Anche il gruppo Autostrade (gruppo Benetton) si prepara a giocare in proprio sul fronte dei servizi per chi viaggia, nell’ambito del piano di sviluppo all’indomani della conclusione dell’Opa. Nelle autostrade siamo i protagonisti storici – spiegano in Autogrill – con una quota di mercato (numerica) di poco inferiore al 72%, soglia massima fissata dall’Antitrust: tra il 2003 e il 2005 si stima che scadano oltre 200 concessioni. Per Autogrill (gruppo Benetton) – spiegano – i contratti che giungeranno a termine nel 2003 riguardano un’ottantina di aree importanti a gestione diretta (si arriva a 120 se si considerano anche quelle in franchising ). Altre 40 concessioni di rilievo scadranno nel 2004 e 2005. A consuntivo, in Autogrill prevedono di poter far valere la forza dei propri marchi e l’esperienza maturata in oltre 25 anni di attività sul mercato italiano e a contatto con il consumatore/automobilista italiano. Conta molto, inoltre, sulla possibilità di coniugare il rinnovo delle concessioni con la ristrutturazione di alcune aree, che porterebbe a un aumento dello scontrino medio, nonchè del fatturato e della redditività per punti di vendita. Un’altra leva su cui Autogrill conta è il nuovo format Acafé, la formula di bar che coniuga servizio all’italiana (caffè espresso, dolci, panini) e prodotti internazionali (muffins, quiche lorraine, baguette eccetera). Gli Acafé oggi sono tre, ma il numero è destinato a crescere rapidamente nel corso dell’anno. «Una concorrenza più vivace, più simile quindi a quella con cui Autogrill si confronta da anni negli altri Paesi d’Europa in cui è presente, oltre che negli Stati Uniti, è auspicabile anche in Italia – commenta Aldo Papa, direttore generale Italia di Autogrill -. Le gare che ci aspettano sono una sfida importante, anche se interessano una quota pari soltanto al 3,5% del fatturato complessivo del nostro Gruppo».