Assalto alla sede Cisl Bonanni: Fiom si fermi

07/10/2010


Assalto alla sede nazionale della Cisl a Roma con vernice rossa e fumogeni. Il leader Bonanni: fatto grave, la Fiom si fermi. ROMA – Entrano in tre. Una ragazza in short e due ragazzi in maglia nera e jeans. Lanciano volantini con su scritto: «Liberiamo la città da chi la ricatta». Mentre gli altri, una decina, si dividono fra chi tira uova e una lattina di vernice rossa al muro, chi riprende tutto e chi, al megafono, grida: «Meglio un uovo oggi che senza diritti domani». Poi, gli stessi del volantinaggio, lasciano a terra due candelotti bianchi che fumano verde e rosso. E via tutti tranquilli, a volto scoperto.

Ecco le immagini, secretate dalla Digos, del blitz di due minuti di Action diritti in movimento, contro la sede Cisl. Sono quelle delle telecamere di sicurezza della sede nazionale del sindacato guidato da Raffaele Bonanni che risponde: «Non ci lasceremo intimidire da questi atti di squadrismo». Un blitz multimediale, subito messo in rete dagli attivisti, che si dicono distanti dalla Fiom. E spiegano la «contestazione contro Cisl e Uil: sindacati che fanno parte di quella casta che decide a tavolino sulla pelle della gente», e che nella vertenza Fiat di Pomigliano «stanno accettando il ricatto dell’azienda, favorendo un arretramento sul terreno dei diritti». «Bugie e pagliacciate», replica Bonanni. «Questo lo dice la Fiom, con la tolleranza della Cgil. Spero cambi linea. L’accordo su Pomigliano è stato firmato da noi e dalla Uil per salvare posti di lavoro». L’«attacco» arriva a due giorni dalla manifestazione Cisl di sabato a Roma. In contemporanea con quello che il sindacato definisce «un assalto Fiom alla sede Cisl di Merate», ma che la Fiom Lombardia ridimensiona così: «Quattro lavoratori, di cui due delegati Fiom, si sono presentati davanti alla sede Cisl. Dopo aver preavvisato le forze dell’ordine, due di l or o, s ot t o gl i occhi degli agenti sono entrati e hanno consegnato un volantino». E nel giorno in cui la consigliera Pari Opportunità, Alessandra Servidori, denuncia di aver ricevuto una lettera con escrementi.
Ora la Digos indaga. Per il blitz romano prefigura il reato di manifestazione non autorizzata. Al più invasione di luogo privato. Ma il ministro del Lavoro, Sacconi, giunto ieri alla sede Cisl per portare la solidarietà del governo e annunciare provvedimenti «di repressione», da discutere oggi in consiglio dei ministri, non ha dubbi: «È stato un atto di terrorismo. Compiuto da nullafacenti vili e indisturbati. Spesso si comincia così. Poi si passa agli attacchi alle persone: è già successo a Bonanni e a Belpietro. E poi c’è chi viene ucciso». Sacconi si chiede perché non sia stata fermata la ragazza che lanciò un fumoge
no contro Bonanni. Denuncia il rischio che, «come per Al Quaeda, la rete alimenti questo terrorismo». E augura il successo alla manifestazione di sabato alla quale garantisce l’impegno del governo e del ministro dell’Interno per uno svolgimento tranquillo.
Unanime la solidarietà e la condanna contro la violenza dalle forze politiche, dai sindacali e dalle parti sociali. Tutti insieme: da Bersani alla Carfagna, da Fini a Veltroni, da Schifani agli Idv Belisario e Donadi, da Alfano a Pezzotta, da Buttiglione a Gasparri. La presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, invoca provvedimenti per «fermare questa escalation di violenza». E chiede iniziative «chiare e nette» alla Fiom che subito, per bocca del segretario Maurizio Landini esprime «netta contrarietà agli atti inaccettabili e contro la democrazia». Invita a recuperare «la cultura della coesione in questo Paese» Luca Cordero di Montezemolo, altrimenti, avverte, «si va a finire male».