Assalto alla Finanziaria: presentati 2175 emendamenti

17/10/2003


17 Ottobre 2003

SEICENTO SONO PROPOSTI DALLA MAGGIORANZA, 7 DAL GOVERNO, 1000 DALL’OPPOSIZIONE E 500 DA SINGOLI SENATORI
Assalto alla Finanziaria: presentati 2175 emendamenti
Spuntano una «tassa sulla fortuna» e molti ritocchi al condono edilizio
Alessandro Barbera

ROMA
Duemilacentosettantacinque emendamenti. Nonostante le critiche rivolte al ministro Tremonti, accusato di voler «blindare» la manovra, in Parlamento le richieste di modifica al «decretone» di accompagnamento non sono mancate. Non si tratta dei circa settemila emendamenti presentati lo scorso anno in Senato, ma il conteggio finale va rimandato al momento in cui verranno depositati anche quelli relativi al testo della Legge Finanziaria. Il pacchetto presentato ieri è quello più significativo sul fronte delle entrate (il gettito della manovra è quasi completamente assicurato dal maxi-decreto) e nel quale si contano moltissime proposte provenienti dalla stessa maggioranza: seicento, contro le circa mille dell’opposizione. Cinquecento le iniziative dei singoli senatori, solo sette le proposte di modifica del governo. Da lunedì si comincia a votare, mercoledì il via libera della Commissione Bilancio. Il «mega-dossier» è ancora allo studio dei tecnici e non è disponibile per la lettura pubblica ma – riporta l’agenzia Ap.Com – si sa per certo che l’argomento più bersagliato dalle richieste di modifiche – sia da parte della maggioranza che dell’opposizione – è il condono edilizio.

LE RICHIESTE DEI PARTITI.
Fra i partiti usciti allo scoperto ieri con le proprie idee l’Udeur – circa 70 emendamenti su imprese, università, famiglia, difesa della lingua italiana – l’Udc e alcuni esponenti dei Comunisti Italiani e di An. Fra le tante, il senatore Michele Bonatesta lancia la proposta di una «tassa sulla fortuna» da destinare alle spese sociali. L’idea è quella di applicare un’imposta del 10% su tutte le vincite da gioco o scommessa, destinandone i proventi alla costituzione di un Fondo di solidarietà nazionale per il finanziamento di interventi a sostegno degli invalidi civili e dei pensionati di guerra, ma anche delle famiglie e degli anziani, ad esempio innalzando i fondi destinati ai Comuni per l’assistenza domiciliare. «Con questo Fondo sarebbe finalmente possibile programmare quegli interventi nel sociale di difficile soluzione con fondi ordinari», spiega Bonatesta.
Il collega di partito Giuseppe Bongiorno propone invece un assegno a favore degli studenti meritevoli: sino a 500 euro mensili di rimborso per tutti quegli studenti “fuori-sede” titolari di regolare contratto di affitto, reddito familiare non superiore ai 25mila euro e una media di almeno 24/30. Ad una modifica del «bonus bebè» ci ha pensato invece il senatore Roberto Salerno. L’idea è quella di allungare la durata del sostegno economico a due anni, e di imporre un tetto di reddito massimo per usufruirne di 50mila euro. L’assegno diventerebbe comunque più ricco per i meno abbienti: duemila euro per le fasce di reddito fino a 25mila, mille per chi guadagna fino al tetto dei 50mila.

CONDONO NEL MIRINO.
Il capogruppo dei Comunisti Italiani Luigi Marino, contrario al condono tout court ma conscio di non poterne ottenere la cancellazione, chiede almeno che sia reso meno oneroso per i più poveri: «A differenza della precedente sanatoria non sono previste riduzioni dell’oblazione per gli abusi che migliorano gli ambienti della prima casa o quelli in situazioni di disagio abitativo estremo».

NUOVE MISURE D’ENTRATA?
Proposte di modifica arrivano anche dal relatore di maggioranza Ivo Tarolli, dell’Udc: una riguarda il condono edilizio, altre per rendere più spedita la procedura di vendita degli immobili e favorire gli inquilini. Tarolli sta inoltre pensando a proporre un’agevolazione per le benzine non inquinanti e la vigilanza sul risparmio raccolto dalla Cassa Depositi e Prestiti attraverso la Banca d’Italia. Il senatore centrista non esclude comunque nuove misure sul fonte delle entrate: «Servono risorse aggiuntive, e per questo sono allo studio 6 o 7 voci di copertura».
E sette sono infine gli emendamenti presentati dal governo. Oltre ai tre già annunciati (sui lavoratori esposti all’amianto, sulle cartolarizzazioni degli immobili della Difesa e sulla Tecno-Tremonti), altri due riguarderanno il condono edilizio: il più importante domanda ai prefetti la «messa in mora» dei comuni che non hanno approvato i piani regolatori. Altri due sono infine dedicati rispettivamente all’ente irriguo umbro-toscano – il governo propone di concedere un anno di proroga per la trasformazione in società per azioni – e al Registro italiano dighe.