Assalto ai risparmi del Tfr

29/11/2005
    martedì 29 novembre 2005

    Pagina 31 – Economia

      Moratti, Buttiglione e la Lega tra i più interessati. Il Comune di Roma: le esenzioni Ici costano 24 miliardi

        Assalto ai risparmi del Tfr
        ministri in pista per 620 milioni

          Manovra, emendamenti record. Rispunta il concordato
          Le proposte di modifica a quota 4800

            ROBERTO PETRINI

              ROMA – Record di emendamenti sulla Finanziaria: la commissione Bilancio è stata sommersa da 4.800 proposte di modifica, contro il tetto massimo di 4.532 raggiunto alla Camera nella manovra del 2003. Spiccano le proposte di An, che punta ancora su condoni previdenziali e fiscali (ieri Leo ha ripresentato il concordato di massa); di Forza Italia che avanza il piano di vendita degli Iacp e lo scioglimento di Infrastrutture; dell´Udc che insiste sul tetto per il bonus bebè.

              Ma la vera partita che si sta giocando in queste ore è quella dell´assalto agli ex fondi Tfr, un gruzzolo di circa 620 milioni. Ieri pomeriggio il ministro per le Politiche agricole Alemanno (An) ha incontrato la relatrice Daniela Santanchè per definire una linea d´intervento e ha dichiarato che le risorse in questione «non possono essere destinate al sociale» ma che dovranno essere utilizzate dopo aver consultato sindacati. «Non bisogna disperdere il fondo in mille rivoli», ha detto il segretario della Cisl Pezzotta che chiede un confronto con il governo al fine di indirizzare i risparmi agli ammortizzatori sociali. La settimana scorsa, dopo contatti informali tra i partiti, si era deciso di delegare la decisione ad un vertice di maggioranza previsto per oggi: tuttavia la questione è ingarbugliata, ieri sera ancora non c´era stata una convocazione ufficiale e il ministro del Welfare Maroni (che vuole tenere per il suo dicastero il «gruzzolo») ha negato la convocazione di un vertice. Sul tavolo del Tesoro ci sono una serie di richieste: il ministro dell´istruzione Moratti vuole 190 milioni per l´Università e 45 per la riforma della scuola superiore. Buttiglione (Cultura) ha chiesto 70 milioni per il Fus (Fondo unico per lo spettacolo). La Lega vuole 80-90 milioni per le quote latte e risorse per una tantum per restituire i versamenti previdenziali alle casalinghe (queste ultime oggetto di un emendamento anche dell´Udc). Il ministro Martino (Difesa) avrebbe avanzato richieste per 1.000 assunzioni nel corpo della polizia di Stato. Restano inoltre aperte le richieste per Anas e Fs. Non è escluso che stia maturando una nuova mossa del governo verso gli enti locali: 100 milioni andrebbero ad alleviare la stretta per attenuare i tagli al sociale.

              Intanto oggi arriverà il voto definitivo, dopo la fiducia della passata settimana, sul decreto fiscale da circa 7 miliardi. Su questo provvedimento, che contiene tra l´altro l´esenzione dall´Ici per gli immobili destinati ad uso commerciale per chiese e no-profit, c´è da registrare una lunga lettera al ministro dell´Economia Tremonti dell´assessore al Bilancio del Comune di Roma, Marco Causi: «Queste esenzioni – ha lamentato Causi – avranno un impatto minimo di 24,5 milioni di euro sulle nostre casse: di questi 16 milioni riguardano i pagamenti regolarmente corrisposti dagli enti religiosi utilizzati a fini commerciali e 8,5 milioni vengono pagati dai no-profit». Il fronte dei Comuni resta comunque in fermento, dopo il fallimento degli incontri con il governo della scorsa settimana, e ieri il presidente dell´Anci Domenci ha rilanciato la richiesta di poter disporre almeno di «tasse di scopo» per far sopravvivere i propri bilanci.

                "Bolle" anche la questione dell´Iva sulle ristrutturazioni edilizie: Armani An chiede con un emendamento di lasciare l´Iva al 10 per cento e non portarla al 20 come fa la Finanziaria. Anche l´Ance spiega in uno studio che il gettito crescerebbe nel breve periodo ma non nel lungo termine.