Assalto ai banchi dei supermercati

12/12/2007
    mercoledì 12 dicembre 2007

      Pagina 2 - Economia

      Assalto ai banchi dei supermercati
      «Scaffali vuoti anche nei prossimi giorni»

        di Eduardo Di Blasi/ Roma

        DUE GIORNI – Alla Coop, gigante italiano della grande distribuzione (con 1331 strutture di vendita e circa sei milioni e mezzo di soci) si danno due giorni. Tra due giorni, affermano, se la situazione di blocco non dovesse cambiare, i supermercati potrebbero rimanere sprovvisti della maggior parte dei loro prodotti. Dopo i quelli da banco freschi (frutta, verdura, carni e pesce), che rispondono ad un sistema di consegne giornaliere e che già ieri scarseggiavano in buona parte dei punti vendita della grande distribuzione, sarà la volta dei prodotti a più lunga scadenza. Spiegano dalla Coop: «Logico che i primi a scomparire siano i freschi e i deperibili legati alle consegne giornaliere ma anche per gli altri prodotti i punti vendita hanno normalmente riserve per resistere al massimo per due giorni in assenza di rifornimenti». Chiedono l’intervento del governo in tempi rapidi avvisando: «Se non si trova una soluzione, lo sciopero degli autotrasportatori corre il rischio di scatenare una serie di reazioni a catena: dal danno economico, tanto più in un periodo prenatalizio, a vere e proprie difficoltà di approvvigionamento, così che a pagarne le conseguenze saranno tutti i consumatori».

        I primi segnali sulla grande distribuzione si erano visti lunedì sera, quando, in alcuni grandi supermercati delle maggiori città italiane, avevano preso a scarseggiare i prodotti freschi.

        In uno dei punti nevralgici della distribuzione romana, il centro agroalimentare di Guidonia (il Car, fulcro del commercio all’ingrosso diretto verso mercati e supermercati, primo ingresso verso il consumo al dettaglio), la fotografia è in chiaroscuro: «La forte riduzione dei quantitativi di merci in arrivo (soprattutto dal Sud) ed in partenza, ha danneggiato pesantemente le aziende grossiste – privandole solo lunedì di un 20% degli ordinativi effettuati in meridione e oggi (martedì ndr.) di una percentuale stimabile intorno al 70% delle partite di merci spedite da Sud – senza tuttavia compromettere la funzionalità complessiva della struttura e frenandone solo leggermente i consueti ritmi distributivi». Certo, precisa Massimo Pallottini, amministratore delegato della società che gestisce il Car «l’innegabile rallentamento dell’attività, la notevole riduzione di scarichi e carichi, la minor disponibilità quantitativa soprattutto delle produzioni di provenienza meridionale, le inevitabili tensioni nascenti sui prezzi dei prodotti che iniziano a scarseggiare, sono fenomeni che stanno danneggiando gravemente le aziende grossiste. Alcune lamentano già una riduzione del giro di affari calcolabile intorno al 50% dei consueti volumi di transazioni». Pallottini chiarisce: «Ad eccezione dei prodotti in arrivo da Sicilia, Puglia e Campania, il consumatore a tutt’oggi non ha (o non dovrebbe avere) motivo per temere che sui prezzi al dettaglio si riflettano spinte speculative di accaparramento o fenomeni di aggiotaggio con effetti di rincaro». Anche se, ammette, il pericolo che in una delle diverse fasi della distribuzione, i prezzi comincino a lievitare, non può essere elemento da escludere (soprattutto con le concomitanti festività di Natale), soprattutto per pomodori, peperoni e melanzane (provenienti dal meridione).

        Una «grave preoccupazione» è espressa anche da Federdistribuzione: «Il blocco dei Tir, peraltro già condannato anche dal presidente della Commissione di Garanzia, sta comportando pesanti danni economici. In termini di deterioramento dei prodotti freschi bloccati nei magazzini o lungo le strade. In termini di disagi per le famiglie data l’impossibilità di rifornire i punti vendita con i prodotti di ogni merceologia. In termini di mancati ricavi per la distribuzione commerciale e la produzione. Solo il ripristino delle normali condizioni di lavoro richiederà diversi giorni di lavoro e costi notevoli che coinvolgeranno tutti gli operatori».

        Insomma la situazione è complicata, e non solo per la distribuzione grande, media e piccola legata ai prodotti alimentari. Gli arrivi di elettrodomestici, vestiti, e di buona parte dei prodotti legati ai regali delle feste che si avvicina rischiano di creare un ritardo a catena, con grave danno per i negozi, ma anche per gli acquirenti. Mentre resta per adesso senza soluzione il problema dei produttori di latte, costretti a produrre merce altamente deperibile vedendosela deperire in magazzino. Dopo le code ai benzinai verificatesi ieri, oggi, in mancanza di una rottura del blocco durante la notte così come predisposto dal governo, si attendono quelle ai supermercati. Il ritorno alla normalità dovrà attendere comunque qualche giorno.