Aspettano invano i mobili ordinati

17/03/2011

Una ventina di clienti si sono rivolti alla. Federconsumatori

LUCCA. Sono già circa una ventina, in zona, i casi di clienti Aiazzone che si sono rivolti a Federconsumatori perché hanno dato acconti e non si sono visti recapitare i mobili ordinati. Altri hanno firmato, oltre al contratto di acquisto di pezzi di arredamento e cucine, anche un contratto con una finanziaria: ma i mobili non arrivano e le rate per restituire il prestito invece in più casi hanno già cominciato a decorrere. Un caos, insomma, che rispecchia la difficile situazione in cui versa il gruppo a livello nazionale: di Aiazzone rimane ormai solo il marchio; la proprietà è stata acquisita da più soggetti. I cittadini della zona che si sono rivolti allo sportello di Federconsumatori in viale uporini (presso la nuova sede Cgil) hanno acquistato i mobili al punto vendita Aiazzone di Capannori, dove lavorano nove addetti. Ma ad oggi, come conferma Massimiliano Bindocci della Filcams Cgil, «il negozio è chiuso; gli addetti risultano ancora alle dipendenze dell`azienda ma non lavorano o lavorano solo alcuni. Tutti quanti non riscuotono ormai da mesi – dice Bindocci -. Ormai gli arrivi di merce sono diventati pochi». Quanto ai consumatori, finora ai loro reclami non è stato fatto seguire alcun riscontro; alcuni – i più "fortunati" – hanno ricevuto solo una parte della merce ordinata oppure ne hanno ricevuto un altro tipo in sostituzione. Come spiega Fabio Coppolella, responsabile locale di Federconsumatori, le persone che si sono rivolte allo sportello in via Luporini (al civico 1115/F, tel. 0583 44151, fax 0583 441555; email: federconsumatorilucca@gmail.com) per la maggioranza avevano acquistato mobili da Aiazzone tra giugno e ottobre scorsi. Aveva firmato «due contratti: un ordine di acquisto e una richiesta di finanziamento attraverso Fidi Italia. Molte persone, alla firma del contratto di acquisto, avevano lasciato anche una caparra di 3-400 euro o più. Ma dei mobili non hanno visto neanche l`ombra». L`invito di Federconsumatori, oltre che a fare presenti i casi, è a darsi da fare se vogliono «ottenere una risoluzione di diritto dell`ordine di acquisto. È necessario inviare una diffida, ai sensi dell`articolo 1454 del codice civile. Per chi ha sottoscritto anche una richiesta di finanziamento è necessario spedire anche una diffida alla finanziaria», in modo da bloccare i prelievi delle rate del prestito (di cui, mancando i mobili, non avrebbero usufruito). Coppolella aggiunge anche che «Federconsumatori è in contatto con fidi Italia. C`è in corso una trattativa per trovare una soluzione per tutti coloro che hanno firmato una richiesta di finanziamento».