Ascoli. No dei sindacati alle proposte Conad

09/11/2004


              martedì 9 novembre 2004

              Mediazione della Provincia ma le aperture sul nodo dei 140 dipendenti non soddisfano
              No dei sindacati alle proposte Conad

              La politica dei piccoli passi. Sembra essere questa la strategia che anima le parti nella difficile vertenza Conad, su cui ieri era in programma un incontro in Provincia. Un incontro ancora interlocutorio, almeno stando a quanto emerso, ma la “fumata” finale da nera che era, sembra stemperarsi in una tonalità di grigio, con le parti che torneranno ad incontrarsi il prossimo 23 novembre, sempre contando sulla mediazione di Palazzo San Filippo che anche in questa vicenda si sta impegnando per cercare di trovare una adeguata soluzione al problema dei lavoratori.

              “L’azienda ha mostrato ulteriori aperture – è il commento dell’assessore Mandozzi – che però non sono state ritenute sufficienti dal sindacato per giungere ad un accordo. Come Provincia ci siamo presi l’impegno di sviluppare una comparazione contrattuale, il più possibile attendibile, in riferimento al contratto Conad comparato a quello della cooperativa Tigrai, la società cui l’azienda terziarizzerà il lavoro di magazzino, per vedere le eventuali differenze e cercare di sanarle in sede di trattativa”.

              E proprio lo scoglio terziarizzazione è quello più duro da sormontare, con il sindacato che continua a stare sull’Aventino.

              “Continuiamo a non condividere l’ipotesi della terziarizzazione – ribadisce Grazia Gabrielli della Filcams/Cgil -, anche se registriamo una positiva volontà di Conad ad accogliere in parte le nostre richieste. Ma ciò non basta ancora, perché la partita è delicata e complicata, e ad essere in ballo è il futuro di tanti lavoratori e delle loro famiglie”.

              Conad si sarebbe presentato all’incontro con un piano dove figurano alcune aperture in merito all’aumento del numero di lavoratori che rimarrebbero dipendenti dell’azienda, portati a 55 sui 73 complessivi che ne chiedeva il sindacato. Oltre a ciò, l’azienda ha ufficializzato l’intenzione di stabilizzare il rapporto di lavoro ai 12 dipendenti con contratto a tempo determinato facendoli rientrare nella trattativa in corso, tanto che oggi non si può più parlare di 128 bensì di 140 lavoratori interessati dalla riorganizzazione. Di questi, 45 dovrebbero prendere la via di Vasto o di San Salvo in quota cooperativa Tigrai, beneficiando di incentivi aziendali pari a 5 mila euro o a 3 mila euro, a seconda dell’anzianità di servizio. Altri 40 infine, sempre in quota Tigrai, rimarrebbero a lavorare in zona, con i medesimi incentivi economici. In piedi resterebbe, in teoria, anche l’ipotesi di una mobilità volontaria incentivata, ma su questo versante si sconta il parere contrario della Provincia: “Solo se costretti dagli eventi prenderemmo in considerazione tale ipotesi”, il parere di Mandozzi. In azienda intanto continua lo stato di agitazione ed il blocco degli straordinari, con il sindacato che sta programmando per questa settimana un’assemblea con i lavoratori. Intanto il Consiglio provinciale si occuperà della grave crisi economica e occupazionale che investe il territorio in una doppia convocazione aperta, in programma oggi ad Ascoli e il 18 novembre a Fermo.

              PIERO LUCIANI