Ascoli. «Mobbing, 300 casi in Provincia»

13/05/2004

 

12 maggio 2004

        Il maggior numero di episodi si registra nelle piccole imprese e tra chi lavora in nero
        "Mobbing, 300 casi in Provincia"
        Fenomeno in crescita nell’ultimo anno in tutto l’Ascolano

        Crescono i casi di mobbing nel territorio piceno. Ingiustizie, molestie, ricatti, ostracismi, soprusi e licenziamenti nei luoghi di lavoro della provincia negli ultimi anni appaiono sempre piu’ frequenti. A lanciare l’allarme e’ la Filcams Cgil che rileva un aumento degli episodi. E a conferma di cio’ e’ anche l’operato del consigliere provinciale Paola Petrucci.

        "Come sempre, ad essere svantaggiate sono le donne, che ricevono provocazioni piu’ dirette" – afferma, ricordando come ancor oggi, "il rimanere incinta, ma anche sposarsi, possa essere uno degli "affronti" piu’ gravi per chi dirige l’azienda". Secondo quanto dichiarato dalla Cgil, il fenomeno e’ in espansione nelle industrie piu’ piccole. I dati raccolti parlano di quasi 300 casi nella provincia, con 10 segnalazioni al giorno. "Per questo motivo, siamo a disposizione in vari uffici del lavoro della provincia" – ha detto ancora la Petrucci, evidenziando che i fatti sono frequenti soprattutto nelle realta’ aziendali con pochi dipendenti, privi di quella tutela normativa indispensabile di fronte alle vessazioni che si presentano quando qualcuno rivendica i propri diritti. Il sindacato ha attivato un osservatorio sul mobbing. Da quel che si evince dai dati, pur non essendo pochi i casi di molestie di natura sessuale, il piu’ delle volte chi ne’ e vittima preferisce non denunciare i colpevoli. "Esiste ancora una sorta di pudore se non di vergogna nell’esporsi, davanti a soprusi subiti di questo tipo" – spiega Maria Luisa Vittori, responsabile del "Telefono Donna", che racconta di aver ricevuto in 7 anni di attività molte confessioni in incognito da parte di lavoratrici vittime del mobbing. Da quel che risulta dalle segnalazioni degli ultimi mesi, gli episodi vengono scatenati dai motivi piu’ disparati, come la semplice iscrizione al sindacato da parte del lavoratore o in relazione alla richiesta di pagamento delle ore di straordinario di chi svolge l’impiego. Infine, c’e’ da mettere in risalto che le violenze psicologiche sono spesso legate al lavoro " nero".

FILIPPO FERRETTI