Ascoli. Conad irremovibile difronte alle istituzioni: 125 licenziamenti

02/03/2005

    martedì 1 marzo 2005

      MONSAMPOLO DEL TRONTO

        Conad irremovibile difronte alle istituzioni:
        125 licenziamenti

          di TIZIANA CAPOCASA

            MONSAMPOLO Continua l’emorragia di posti di lavoro nel Piceno con la decisione irrevocabile di Conad Adriatico di licenziare 125 operai. Nessun margine di manovra per il sindacato. I dirigenti Antonio Di Ferdinando e Lino Fioravanti ribadiscono, nell’incontro con i rappresentanti delle istituzioni, il presidente della Provincia Massimo Rossi ed il suo vice Emidio Mandozzi, nonchè gli assessori regionali Ugo Ascoli e Luciano Agostini, la procedura di mobilità per 125 lavoratori. Prevista soltanto la ricollocazione di 30 lavoratori tramite la cooperativa “Silo” con minore salario e diritti rispetto a quelli attuali.

            Fissato infine per venerdì prossimo il tavolo di trattative per discutere sull’indennità di esodo (6 mila euro più mille per l’iscrizione alla nuova cooperativa). Dopo una giornata convulsa iniziata presso il mega stabilimento Conad, con una lunga fila di camion (Cameo, Parmalat, Sabelli, freschi Conad) bloccati ai cancelli e l’avvio del corteo degli scioperanti verso la Sala Bachelet di Stella di Monsampolo, arriva la doccia fredda per i lavoratori riuniti in assemblea. Fallisce infatti ogni tentativo dei politici di ricomporre la vertenza.

            «Abbiamo notato un forte irrigidimento dice l’assessore Acoli e la ferma volontà dell’azienda di liquidare la questione del magazzino di Monsampolo, nonostante l’intenzione di restare nelle Marche, impegnandosi ad investire nelle provincie di Ancona e Macerata per associare o realizzare nuovi supermercati». I due dirigenti Conad sottolineano che la difficile trattativa sindacale ha accelerato il trasferimento verso il nuovo magazzino di San Salvo, operativo da subito. Secondo loro le amministrazioni locali, favorendo i concorrenti Coop e Gabrielli, avrebbero costretto Conad Adriatico a svilupparsi al sud. «Così 125 lavoratori perdono il posto rimarca Mandozzi con inevitabili conflitti e tensioni sociali sul territorio». Per Grazia Gabrielli della Cgil la decisione di tagliare i posti e peggiorare le condizioni di lavoro dimostra «il top dell’arroganza di Conad Adriatico».