Articolo 18, sindacati divisi sull´offerta di Berlusconi

21/02/2002

Pagina 4 – Economia
ECONOMIA E POLITICA
Articolo 18, sindacati divisi sull�offerta di Berlusconi

Cisl e Uil disponibili al negoziato, la Cgil non ci sta
          ammortizzatori Ampliare il dibattito per parlare di ammortizzatori sociali
          sciopero generale In 5 anni di centro-sinistra la Cgil non ne ha mai proclamato uno
          Venerd� le risposte ufficiali. S� di D�Amato
          Vertice di 3 ore. Il premier: umilt� la nostra arma
          Il governo propone una tregua di 2 mesi

          RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – No della Cgil, s� di Cisl e Uil, che sono favorevoli a trattare, a patto che si tenga fuori l�articolo 18. La proposta del governo di rinviare nuovamente alle parti sociali la discussione sulle deleghe lavoro e previdenza ai fini di un avviso comune, che l�esecutivo si ripromette di adottare, trova i sindacati divisi. Questo non incide, tuttavia sull�ottimismo del premier Silvio Berlusconi, il quale – al termine dell�incontro con le parti sociali, convocato a Palazzo Chigi alle 19 di ieri – annuncia: �Abbiamo ricevuto un largo consenso da parte di tutti i partecipanti alla riunione, con l�eccezione della Cgil�. Berlusconi � convinto che la trattativa si far� e che �dar� buoni frutti: altrimenti il governo proseguir� sulla sua strada�. Il premier sottolinea che il governo, �lontanissimo da posizioni di arroganza�, ha viceversa �dato prova di umilt�.
          La Cgil, tuttavia, � netta e non deflette dalla sua linea: noi non andiamo a un tavolo di trattativa sul mercato del lavoro se prima non vengono esplicitamente escluse le modifiche all�articolo 18. La prova della divisione tra i sindacati � manifesta: i leader Cofferati, Pezzotta e Angeletti scendono separatamente nella sala stampa di Palazzo Chigi e, per la prima volta dopo molti anni, non tengono una conferenza unitaria. Al no secco della Cgil non corrisponde, infatti, una medesima posizione della Cisl e della Uil: le due organizzazioni daranno la loro risposta al governo, in merito alla trattativa, nella giornata di domani, dopo aver riunito le rispettive segreterie. Se la risposta sar� positiva, il confronto potr� partire.
          Le parti sociali, a quel punto, avranno perlomeno due mesi di tempo per trattare (se poi sindacati e imprenditori lo ritenessero opportuno potranno chiedere un prolungamento della scadenza, ha precisato il governo). Dopodich�, l�esecutivo riprender� in mano la partita e recepir� nella delega quelle parti sulle quali � stato raggiunto l�accordo. Alcune ore prima dell�inizio dell�incontro, fissato per le 19 a Palazzo Chigi, un Maroni piuttosto ottimista aveva annunciato: �Ci sono le condizioni per raggiungere un accordo�. � stato poi lo stesso ministro del Welfare ad annunciare la proposta al tavolo di Palazzo Chigi: �Il governo – ha spiegato Maroni – rallenter� l�iter parlamentare dei due provvedimenti per dare alle parti sociali il tempo di trovare una soluzione�. Con un�ulteriore apertura: �Nel caso in cui le parti sociali – ha aggiunto Maroni – non raggiungano un accordo, l�esecutivo si impegna comunque a recepire gli orientamenti e le proposte emerse dal confronto�.

          Era stato il presidente del consiglio a dare il via alla riunione, non prima di aver dato prova del suo umorismo: �Comincio a vedervi un po� troppo frequentemente – dice a sindacati e imprenditori, stipati in una sala dove, per il caldo, � necessario aprire subito una finestra – e allora mi domando: ma quando si lavora?�. Poi tocca a Maroni, che in pochi minuti spiega la proposta del governo. Infine il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, che fa un po� da cerimoniere, invita gli interlocutori a parlare. Un paio di minuti di imbarazzo lo spingono a dire: �Il governo prende atto di questo silenzio-assenso�. Il primo a parlare per i sindacati � il leader della Uil, Angeletti. Mentre parla, Cofferati si rivolge al presidente della Confindustria, Antonio D�Amato, che sta alla sua sinistra. Letta lo richiama scherzosamene: �Cofferati ascolti�. Quanto � il turno di Cofferati, lo scontro con il leader di Confindustria diventa inevitabile: �O si toglie di mezzo l�articolo 18 dalla delega o noi non ci siederemo mai al tavolo che proponete�. E D�Amato di rimando: �Senza modifiche all�articolo 18 non ci siederemo noi�.
          Viene chiamato in causa anche il vicepremier, Gianfranco Fini: �Vuoi dire qualcosa anche tu?�, lo invita Letta. Sar� proprio lui, il vicepremier, di qui in avanti – la riunione dura circa tre ore – a rispondere alle richieste di chiarimento dei vari esponenti delle parti sociali. D�Amato, insieme a commercianti e artigiani, risponde positivamente all�appello del governo.