Articolo 18, prove di dialogo

14/02/2002


Pagina 35 – Economia
Ottimismo del ministro del Welfare, ma la Cgil boccia anche la riforma del collocamento pubblico
Articolo 18, prove di dialogo
Maroni vede Pezzotta e Angeletti. Delega, tempi pi� lunghi
Alemanno chiede: trattative a Palazzo Chigi. Interviene Fini
VITTORIA SIVO

ROMA – I segnali sono ancora blandi, ufficialmente la situazione di scontro sull�art.18 fra governo e sindacati non � cambiata, eppure da ieri si moltiplicano i tentativi di avvicinamento fra i due fronti. Almeno per quanto riguarda Cisl e Uil da un lato e larghi settori della maggioranza dall�altro, il clima si � fatto meno teso.
Il governo rinnova i messaggi di disponibilit�, a cominciare dal ministro del Welfare Roberto Maroni, che si dichiara �ottimista� e assicura che �il dialogo con le parti sociali � comunque aperto�. In effetti il ministro ha avuto ieri due incontri riservati, uno in mattinata con il segretario generale della Uil Luigi Angletti, l�altro in serata con il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta. Di male in peggio invece i rapporti con la Cgil, stando alle dichiarazioni di fuoco che proprio ieri il segretario confederale, Giuseppe Casadio, ha rilasciato a proposito della bozza di riforma del collocamento pubblico presentata dal governo.
�Il testo presentato dal governo – sostiene Casadio – si qualifica come una vera e propria istigazione a delinquere, un potente incentivo all�illegalit� e al lavoro nero�. Durissima la replica del sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi, che a proposito della �ridicola aggressione della Cgil�, ha accusato Casadio di �mistificazione�. E� una ennesima spaccatura fra i sindacati visto che invece la Cisl considera il provvedimento �globalmente positivo�, perch� il governo ha accolto gran parte delle modifiche proposte dal sindacati, accoglimento che anche la Uil apprezza, pur considerando tali modifiche ancora insufficienti. E resta pesante la polemica sullo sciopero generale (che la Cgil � sempre pi� decisa a fare da sola) tanto da rendere improbabile un incontro a breve fra i tre leader.
Significativo lo scambio proposto dal segretario confederale della Cisl Pierpaolo Baretta: il governo stralci l�art.18 dal disegno di legge delega sul mercato del lavoro e �diamoci un anno di tempo per rivedere l�intero Statuto dei lavoratori�. Offerta che il ministro dell�Agricoltura, Alemanno, ha prontamente raccolto, aggiungendo che l�insieme del dialogo sociale andrebbe affidato alla �regia di palazzo Chigi�. Ipotesi immediatamente rientrata dopo un chiarimento fra Maroni ed il vicepremier Gianfranco Fini.
E� slittato a oggi l�esame degli emendamenti al ddl sul mercato del lavoro da parte della Commissione Lavoro del Senato, ma governo e maggioranza non premono sull�acceleratore, in quanto, come ha spiegato Sacconi, �ora che Bruxelles ha promosso l�Italia in sede di verifica del patto di stabilit�, � possibile andare al vertice di Barcellona a met� marzo senza timori. Quindi l�urgenza � attenuata�.
A proposito del dibattito sull�art.18 il senatore dell�Ulivo, Franco Debenedetti disapprova la proposta del governo (�anche la flessibilit� ha dei costi per le imprese�) e ritiene che �diverso sarebbe stato se la riforma l�avesse fatta un governo di sinistra: su questo terreno la fiducia � necessaria�.