Articolo 18, oggi la Consulta decide sul referendum

15/01/2003




Mercoledí 15 Gennaio 2003
ITALIA-LAVORO
Articolo 18, oggi la Consulta decide sul referendum


ROMA – La Corte costituzionale decide oggi se dichiarare ammissibile il referendum sull’articolo 18. La camera di consiglio della Consulta, riunita da ieri per affrontare il nodo dei sei quesiti referendari tra cui anche quello sullo Statuto dei lavoratori, dovrebbe concludere oggi la «discussione orale» che precede la sentenza conclusiva. Di fatto dunque, la decisione definitiva sarà presa oggi con la conclusione del dibattito fra i giudici. La sentenza con le motivazioni non arriverà invece prima della fine del mese di gennaio. Ieri mattina i giudici della Consulta hanno ascoltato le parti che nei giorni scorsi avevano presentato memorie scritte: i sei comitati promotori e un comitato per il no (schierato contro l’abrogazione dei contributi statali alla scuola privata). Poi, nel pomeriggio, la camera di consiglio ha proseguito i suoi lavori a porte chiuse. L’attesa è ovviamente in gran parte concentrata sui due quesiti presentati da Rifondazione comunista, per il valore politico ad essi legato: il Prc vuole estendere a tutti i lavoratori (abrogando l’attuale limitazione alle aziende con più di 15 dipendenti) l’articolo 18 dello Statuto e alcuni diritti e tutele previsti dal Titolo terzo della legge 300/70, come la costituzione delle rappresentanze, la possibilità di riunirsi in assemblea e di svolgere referendum su materie inerenti l’attività sindacale. Tra gli altri quesiti c’è la proposta di abolire la cosiddetta «servitù di elettrodotto», di cancellare gli attuali limiti nell’utilizzo di pesticidi in agricoltura, di limitare l’uso degli inceneritori e di eliminare i finanziamenti statali alle scuole private. Ottimista sull’ammissibilità del referendum sull’articolo 18 si è detto l’avvocato Pier Luigi Panici, rappresentante del relativo comitato promotore: «Il quesito – ha spiegato – risponde ai requisiti di omogeneità, coerenza e chiarezza». Tra le ipotesi in campo c’è anche quella secondo cui la Corte dichiari ammissibili i due referendum che poi non verranno celebrati «se – dice l’altro rappresentante del comitato, l’avvocato Alberto Piccinini – verrà approvato il progetto di legge della Cgil per l’allargamento dell’articolo 18 alle aziende con 7-8 dipendenti». Ma c’è anche l’ipotesi di inammissibilità. I giudici infatti sarebbero propensi a bocciare alcuni dei quesiti, anche se non è dato sapere quali. A dire la sua ieri c’era anche l’avvocato Carlo Rienzi del Codacons che si batte per i tre referendum pro-consumatori (elettrodotti, pesticidi e inceneritori). «Abbiamo ribadito – ha precisato Rienzi – che non siamo contro il progresso, ma che ci sono dei diritti da garantire. Ad esempio, nel caso degli elettrodotti non ha senso favorire gli interessi di una società privata quale è diventata l’Enel, senza tener conto che tra vent’anni la fonte energetica principale sarà l’idrogeno».
MARIOLINA SESTO