Articolo 18, oggi il sì di Epifani

06/05/2003
         
         
        Pagina 23 – Interni
         
         
        Alla Cgil previsto un largo consenso sulla linea del segretario. Trentin, Carniti e Benvenuto per il non voto
        Articolo 18, oggi il sì di Epifani

        Dai girotondi appello all´Ulivo: schieriamoci con Bertinotti
                RICCARDO DE GENNARO
                FERRUCCIO SANSA


                ROMA – Oggi il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, dirà al direttivo della sua confederazione che al referendum per l´estensione dell´art.18 alle imprese sotto i 16 dipendenti bisogna votare sì. Lo farà, tra l´altro, con il conforto indiretto di due leader dei "girotondi", Paolo Flores d´Arcais e Francesco Pancho Pardi, i quali ieri hanno diffuso a tutti i comitati un documento nel quale si dice che «solo a partire dalla vittoria del sì sarà possibile far approvare una legge riformista» per la tutela dei diritti di tutti i lavoratori atipici. Flores d´Arcais e Pardi lanciano un appello al centrosinistra, augurandosi «che tutti i leader dell´opposizione invitino i cittadini a votare sì», magari «turandosi il naso», anche perché «una vittoria del no o la mancanza del quorum segnerebbero la vittoria di Berlusconi». E concludono: «Cavarsela richiamandosi alla "libertà di voto" sarebbe un non senso». La proposta di Epifani a favore del «sì» è stata confermata ieri nella riunione di segreteria e verrà messa ai voti del direttivo (158 persone) nella giornata di domani. La scelta di schierare la Cgil con il «sì» non dovrebbe incontrare grossi problemi dopo che hanno assunto questa stessa posizione quasi tutte le categorie della Cgil e i territori: qualcuno prevede che Epifani ottenga l´85-90 per cento dei voti, nonostante la «spaccatura» avvenuta nella precedente riunione di segreteria, dove cinque membri su 12 si sono pronunciati per la libertà di voto.
                Le perplessità sul «sì», infatti, vengono quasi esclusivamente dai pensionati e dagli uomini più vicini alla maggioranza dei Ds. Il direttivo della Funzione pubblica, la categoria con più iscritti insieme alla Fiom, ieri ha votato in maniera massiccia a favore della proposta per il «sì» del segretario Laimer Armuzzi: 125 i voti a favore su 135 votanti.

                E ieri ha votato anche il direttivo della Filcams, il sindacato del commercio: qui il «sì» ha registrato l´80 per cento dei consensi, ha annunciato il segretario Ivano Corraini.
                In precedenza il «sì» era passato a larghissima maggioranza anche tra metalmeccanici (la Fiom è addirittura tra i promotori del referendum), chimici, lavoratori dei trasporti e lavoratori delle telecomunicazioni. La vittoria del «sì» all´estensione dell´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori alle piccole imprese, sostiene la Cgil, è il risultato che garantisce il maggior sostegno alle future battaglie sui diritti e sulle tutele del sindacato.
                Per il gruppo guidato dai tre ex segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Bruno Trentin, Pierre Carniti e Giorgio Benvenuto, la risposta «più responsabile e coerente» è invece quella della «non adesione al voto». L´appello, anticipato la scorsa settimana, è firmato, tra gli altri, anche da Antonio Lettieri, Paolo Sylos Labini, Tiziano Treu, Gino Giugni. Il «non voto» è anche la posizione della Confindustria, confermata ieri dal direttore generale Stefano Parisi: «Faremo una campagna attiva e militante contro il referendum sull´estensione dell´art. 18». Per Parisi, però, «il voto no andrebbe bene lo stesso». Dopo la presa di posizione a favore del «sì» di Epifani e dei «girotondi» ora c´è grande attesa per il pronunciamento dell´ex leader della Cgil, vicinissimo ai movimenti, Sergio Cofferati.