«Articolo 18, le parti trovino un’intesa»

20/02/2002





Berlusconi ha convocato per stasera tutte le sigle di sindacati e imprese: se raggiungeranno un accordo il Governo ne prender� atto
�Articolo 18, le parti trovino un’intesa�
La proposta dell’Esecutivo punta a estendere il negoziato anche ad altri capitoli della delega come ammortizzatori sociali e formazione
ROMA – La parola torna a sindacati e imprese. Il premier Silvio Berlusconi assume in prima persona l’iniziativa di rilanciare il dialogo convocando le parti sociali per questa sera a Palazzo Chigi. Un intervento concordato con il ministro del Welfare e con gli altri leader su un tema, quello dell’articolo 18, che per stessa ammissione di Roberto Maroni �rischiava di mettere in fibrillazione la maggioranza�. Oggi, quindi, ci sar� lo show down e toccher� a tutti mettere le carte in tavola dando risposte chiare dopo settimane di polemiche a distanza. �Le parti trovino un accordo tra di loro. Se lo raggiungeranno il Governo ne prender� atto�, ha detto il premier prospettando uno schema di dialogo che ricalca la pratica europea degli avvisi comuni. Oggi, quindi, il Governo rinvier� al confronto tra sindacati e imprese la soluzione anche sull’articolo 18 concedendo un lasso di tempo supplementare per raggiungere un’intesa da sottoporre all’Esecutivo. Tempi che si annunciano brevi (un paio di mesi) e che verranno calcolati tenendo d’occhio la scadenza elettorale delle amministrative. Sul merito, il Governo continua a ripetere che non ci sar� lo stralcio, come ha confermato anche ieri il ministro per le Riforme, Umberto Bossi: �Non accantoniamo l’articolo 18. Mi pare una delle riforme pi� importanti fatte finora. Ora – ha aggiunto – va trovata una via d’uscita con i sindacati�. Ma Bossi ha anche sostenuto il ministro della Lega Maroni, ammettendo che �a volte � rimasto con il cerino in mano, ma questa settimana Berlusconi e Fini si sono mossi per sostenerlo�. Il leader del Carroccio difende i contenuti delle modifiche dicendo che si tratta di �uno scambio�: l’imprenditore �d� una serie di diritti come pensione, Tfr, e contratto a tempo indeterminato� e noi permettiamo all’impresa di �non sposare in maniera definitiva il lavoratore�. Anche il vicepremier, Gianfranco Fini ha mantenuto la linea di fermezza: �Il Governo intende procedere sulla riforma dell’articolo 18, come abbiamo detto negli ultimi giorni, continuiamo a cercare il dialogo. A differenza del precedente Governo che si scontrava con le resistenze della Cgil, noi dialoghiamo ma comunque andiamo avanti sulle riforme�. E Fini ricorda anche che sul tavolo �c’� la proposta avanzata dal relatore del provvedimento al Senato�, una proposta che prevede la sospensione dell’articolo in attesa che le parti raggiungano un’intesa. Le parziali modifiche sui licenziamenti, in realt�, sono inserite in una delega sul mercato del lavoro (all’esame del Senato), in cui si prevedono anche nuove misure sugli ammortizzatori sociali, sulla formazione, sugli incentivi all’occupazione, sui contratti flessibili. � quindi possibile che il rinvio al confronto si estenda a tutti i punti della delega per consentire di affiancare alla flessibilit� in uscita un adeguato welfare state integrato con la formazione, puntando anche l’attenzione sull’occupazione nel Mezzogiorno. Un modello che �, poi, uno dei cardini del documento Berlusconi-Blair: riuscire a creare sviluppo attraverso il connubio flessibilit�-formazione. Al Senato anche la maggioranza dice di �non avere fretta� nell’esame della delega lavoro, promuovendo l’ipotesi di una sospensione dei lavori in attesa che si sviluppi una trattativa tra le parti sociali. A sottolinearlo � stato anche ieri il relatore del provvedimento, Oreste Tofani di An: �Vediamo cosa succede, comunque noi non abbiamo fretta�. � stata infatti cancellata una seduta notturna per discutere gli emendamenti presentati proprio in attesa di vedere cosa succede nell’incontro di oggi. Una posizione su cui si trovano d’accordo i centristi che ieri hanno promosso l’iniziativa del premier e anche la Margherita (che oggi incontra sindacati e imprese) da sempre "sponsor" di un rinvio al dialogo sociale. �Sono ottimista sull’esito del confronto con le parti sociali�, ha detto ieri il ministro del Welfare Maroni. �La presidenza del Consiglio interviene con un un’iniziativa concordata con il sottoscritto e gli altri leader. Sono stato – ha aggiunto – in strettissimo contatto con il premier e Umberto Bossi e abbiamo concordato una linea d’azione che mi pare saggia, equilibrata, ferma e responsabile�. Infine, anche un battuta polemica sul leader della Cgil: �C’� qualcosa su cui Cofferati si � detto d’accordo negli ultimi tempi?�. Intanto non si placa la polemica dentro il ministero del Welfare dopo la fuga di notizie su un presunto testo del Governo. Nel mirino � finito il sottosegretario, Alberto Brambilla. �Non posso fare nulla contro il povero Brambilla. Non l’ho mica nominato io�, ha liquidato ieri Maroni dicendo per� �che sono fatti interni al ministero e che si prenderanno provvedimenti�.
Lina Palmerini

Mercoled� 20 Febbraio 2002