Articolo 18, in cinque milioni con Epifani

11/03/2003





11 marzo 2003

Da sciogliere il nodo della consultazione per estendere le garanzie. Il segretario: «Prendere posizione sarà un problema»

Articolo 18, in cinque milioni con Epifani

Il leader della Cgil porta in Parlamento le firme contro le modifiche allo Statuto dei lavoratori

      ROMA – Cinque milioni e 122 mila firme. Le ha raccolte la Cgil contro le modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e ieri il segretario generale, Guglielmo Epifani, ha consegnato al presidente della Camera, Marcello Pera, e al vicepresidente della Camera, Fabio Mussi, i verbali che certificano quella che lo stesso leader sindacale ha definito «la più grande raccolta di firme nella storia del Paese». La campagna era stata lanciata dalla Cgil a luglio, dopo che governo e parti sociali avevano raggiunto il Patto per l’Italia, che indicava le modifiche alle norme sui licenziamenti (articolo 18) fortemente osteggiate dal sindacato allora guidato da Sergio Cofferati. A dicembre la Cgil annunciava di aver già superato l’obiettivo che si era prefissa, i 5 milioni di firme. Che, fra l’altro, costituiscono un serbatoio enorme di persone (in parte non iscritte al sindacato) da contattate e avvicinare all’organizzazione.
      Ieri mattina Epifani è stato ricevuto da Pera, che per un lapsus che ha creato qualche imbarazzo ha chiamato il segretario della Cgil «Cofferati». «Inoltrerò tempestivamente queste firme alla commissione Lavoro del Senato, dove è in discussione il disegno di legge 848 bis» (quello che contiene la modifica all’articolo 18), ha annunciato Pera. Poi Epifani è andato nella vicina piazza Navona per un breve comizio di ringraziamento ai militanti. Epifani ha quindi promesso che la Cgil continuerà a battersi contro chi vuole attenuare i vincoli al licenziamento e per rafforzare le tutele per i lavoratori.
      Il sindacato ha infatti già annunciato alcune proposte di legge in tal senso. Tuttavia, difficilmente queste proposte faranno strada, mentre sull’articolo 18 ci sarà tra qualche mese (il governo deve ancora fissare la data) il referendum sostenuto da Rifondazione comunista, dai verdi, da una parte del «correntone» Ds e dalla sinistra della stessa Cgil per estendere alle imprese sotto i 16 dipendenti il diritto al reintegro nel posto di lavoro per chi viene licenziato senza giusta causa. Alcune importanti strutture della Cgil si sono già schierate per il «sì»: i metalmeccanici, i chimici, i dipendenti pubblici, Brescia, Reggio Emilia, Piacenza. Ma un pronunciamento della confederazione ancora non c’è stato. «Decideremo più in là», conferma Epifani, che però ammette: «Sarà un problema». Un pronunciamento per il «no» è già stato escluso. Ma la scelta del «sì», verso il quale la tentazione è forte, significherebbe dar ragione al leader di Rifondazione, Fausto Bertinotti, che ha sempre criticato la linea cofferatiana, giudicandola moderata.
      Per ora Epifani prende tempo. Sabato a Milano ci sarà una nuova mobilitazione della Cgil: la manifestazione per i diritti e contro la guerra.
Enrico Marro

Economia






                  L’appello

                  L’UNITA’ DEL SINDACATO
                  Appello all’unità sindacale di un gruppo di intellettuali e professori universitari vicini al sindacato, tra i quali Gino Giugni, Aris Accornero, Piero Boni, Gianprimo Cella, Vittorio Foa, Bruno Manghi, Umberto Romagnoli
                  IL CONFRONTO
                  Nel documento si chiede a Cgil, Cisl e Uil di avviare un confronto partendo da Milano. Immediata la risposta positiva dei segretari meneghini, che propongono agli estensori dell’appello di concordare una data per lanciare l’iniziativa di un incontro