Articolo 18, il governo tiene duro

13/03/2002


MERCOLEDÌ, 13 MARZO 2002
 
Pagina 7 – Economia
 
Il vertice notturno di lunedì conferma le tre deroghe: una limitata al Sud. Delega per riformare le tutele per tutti i lavoratori
 
Articolo 18, il governo tiene duro
 
Restano i casi di licenziamento facile per 2 anni, poi nuovo Statuto
 
 
 
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – Sarà scontro sociale. Dopo un lungo oscillare tra linea morbida (ridimensionare drasticamente la portata dell´attacco all´articolo 18, «perché non si possono fare le riforme a dispetto dei santi») e linea dura (confermare i contenuti della delega sul mercato del lavoro), il governo ha rotto gli indugi e, per evitare che una retromarcia fosse letta come una vittoria della Cgil di Sergio Cofferati, ha scelto la strada dei licenziamenti facili: «Nessuno stralcio, nessuno scambio, avanti per la nostra strada». Il premier Silvio Berlusconi ha deciso di tenere duro sulle modifiche all´articolo 18 e, a dispetto di quanto aveva dichiarato lunedì a Bruxelles («faremo una nuova proposta saggia e ponderata»), ha irrigidito la posizione del governo, accogliendo in questo modo l´invito della Confindustria che nei giorni scorsi aveva chiesto all´esecutivo di «non tirarsi indietro» e di «rispettare il mandato elettorale sulle riforme».
La nuova proposta prevede che la fase sperimentale di sospensione dell´applicazione dell´articolo 18 nei casi previsti dalla delega si accorci da quattro a due anni e che, nel frattempo, il governo lavori a un nuovo «Statuto dei lavori» per la «rimodulazione» dei diritti e delle tutele di tutti i lavoratori, dipendenti e atipici, statuto che dovrebbe subentrare all´attuale Statuto dei lavoratori tra due anni. Le tipologie di lavoratori ai quali sostituire l´obbligo di reintegro dopo licenziamento senza giusta causa con un semplice risarcimento monetario per il dipendente restano tre: i lavoratori delle imprese che emergono dal sommerso, i nuovi assunti delle piccole aziende che salgono sopra la soglia dei 15 dipendenti, i giovani ai quali il contratto a termine viene trasformato in contratto a tempo indeterminato. Con una novità: quest´ultima deroga varrà esclusivamente per le imprese del Mezzogiorno.
Salvo improbabili colpi di scena dell´ultima ora, nei quali tuttavia Cisl e Uil sembrano ancora confidare, sarà questa la proposta che il consiglio dei ministri varerà nella giornata di domani: i tecnici del Welfare sono già all´opera per la riscrittura dell´intera delega. Giovedì e venerdì della prossima settimana Berlusconi sarà al vertice di Barcellona, dopodichè dovrebbero convocare le parti sociali per spiegare loro la proposta. Per il momento, Maroni si limita a dire che «il governo – si legge in una nota – è determinato ad accompagnare la crescita economica con una crescita di posti di lavoro: a ciò servono i provvedimenti all´esame del Parlamento, che la maggioranza e il governo sostengono compatti, prestando particolare attenzione alla creazione dell´occupazione al Sud».
L´impressione, però, è che a questo punto – una volta che lo scontro si è fatto inevitabile – il governo voglia procedere a marce forzate. Un segnale? Circolano voci secondo le quali tra gli emendamenti al decreto di proroga del provvedimento sul sommerso, attualmente all´esame della commissione Finanze del Senato, la maggioranza ne abbia presentato uno che sospende fin d´ora la copertura dell´articolo 18 per tutti i lavoratori che emergono dal nero. Se ne saprà qualcosa di più oggi quando gli emendamenti saranno resi pubblici.