Articolo 18, ecco la nuova proposta una sola deroga e Statuto dei lavori

12/03/2002


 
MARTEDÌ, 12 MARZO 2002
 
Pagina 4 – Economia
 
Articolo 18, ecco la nuova proposta una sola deroga e Statuto dei lavori
 
Berlusconi: avanti con la riforma ma senza scontri sociali
 
 
 
Confindustria preme perché la soglia sia elevata fino a 35 lavoratori. Fazio chiede più flessibilità
Il governo vuole limitare la licenziabilità alle imprese che arrivano a 19 dipendenti
Vertice notturno a casa del premier. Nove mesi per riformare le tutele
 
RICCARDO DE GENNARO
MARCO MAROZZI

ROMA – Una marcia indietro in attesa di tempi migliori e con l´obiettivo di arrivare ad aggirare l´articolo 18 attraverso uno «Statuto dei lavori», che subentrerebbe allo Statuto dei lavoratori. La proposta che il ministro del Welfare, Roberto Maroni, sottoporrà al giudizio delle parti sociali in un incontro che potrebbe essere fissato già per domani, è pronta. Maroni ne ha parlato con i segretari della maggioranza, il ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, il vicepremier Fini e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nell´abitazione romana di quest´ultimo in via del Plebiscito.
L´idea (Maroni assicura che non c´è alcun testo, anche se qualcosa già sta circolando nel ministero e presso alcuni sindacati) sarebbe quella di mantenere – in via sperimentale per due e non più quattro anni – le modifiche all´articolo 18 proposte nella delega sul mercato del lavoro solo per le piccole aziende che, assumendo, salgono fino a 19 dipendenti (questa la novità). Il governo, tuttavia, andrà avanti sulla strada che porta a un nuovo «Statuto dei lavori», che definisca – rimodulandole – le tutele per tutti i lavoratori, atipici e a tempo indeterminato, invitando le parti sociali a raggiungere, entro nove mesi, un «avviso comune». Nella maggioranza, tuttavia, c´è ancora chi chiede il ritiro di tutte le deroghe all´articolo 18 (lo stralcio), mentre dal fronte della Confindustria si fa pressione perché la soglia di sospensione dell´articolo 18 sia fissato a 35 dipendenti.
Nell´ambito del nuovo «Statuto dei lavori», il progetto dell´esecutivo sarebbe quello di offrire maggiori diritti ai collaboratori coordinati e continuativi, oggi spesso utilizzati come lavoratori dipendenti ma senza analoghe garanzie, nonché prevedere maggiori tutele per i lavoratori più anziani. È questa la chiave di lettura dello slogan ribadito ieri da Berlusconi a Bruxelles: «Cofferati riempie le piazze, noi vogliamo riempire le fabbriche». Alla «piazza», tuttavia, Berlusconi non è indifferente, prova ne sia il mutamento di atteggiamento dell´esecutivo. Ai tempi della prima proposta il governo era risoluto: «Se le parti sociali non sono d´accordo, decideremo noi». Questo non solo non è accaduto, ma ora Berlusconi dice che il governo farà la sua nuova proposta con «molta ponderazione e saggezza».
Berlusconi ha precisato di aver lavorato sabato e domenica con i suoi esperti per trovare «altre forme» che «non colpiscano direttamente l´articolo 18, giudicato dai sindacati un totem, un moloch, un simbolo». Da un lato, Berlusconi ha sostenuto di non volere lo scontro sociale, dall´altro ha assicurato che «il governo non ha mai pensato di fare un passo indietro». Ed ha aggiunto: «Noi non abbiamo mai pensato di accantonare questa riforma, mai, mai». Secondo Berlusconi, sono necessarie soluzioni che «aumentino la flessibilità dei posti di lavoro». Una «maggiore flessibilità dell´economia per far crescere la produttività nonché «riforme strutturali» chiede anche il governatore della Banca d´Italia, Antonio Fazio, il quale a Basilea ieri ha sottolineato che «questo è l´insegnamento che viene dall´avvio della ripresa negli Stati Uniti».