Articolo 18, è scontro sullo spot

12/04/2002


Venerdì 12 Aprile 2002

VERSO LO SCIOPERO GENERALE

Articolo 18, è scontro sullo spot

I sindacati attaccano il governo. Pezzotta: «Offende l’intelligenza»

ROMA — E’ un ’offesa all’intelligenza dei lavoratori. Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, stronca lo spot del governo sulla riforma dell’articolo 18. E Luigi Angeletti della Uil rincara la dose: l’esecutivo «non è riuscito per ora a spiegare i vantaggi della sua iniziativa e ha deciso di attuare una campagna televisiva con gli spot pagati con le tasse dei contribuenti». Si avvicina la data dello sciopero generale e i sindacati tengono alto il tono della protesta. In particolare, la nuova goccia che continua a fare traboccare il vaso sono gli spot pubblicitari annunciati sui temi del lavoro e dell’articolo 18. «Mi pare un atteggiamento anomalo — ha osservato Pezzotta durante i lavori di un convegno della Cisl — ed è la prima volta che in uno scontro sociale qualcuno si mette a fare campagne pubblicitarie».
«È un’iniziativa – ha proseguito Pezzotta – che offende l’intelligenza dei lavoratori, che hanno già scioperato contro le deleghe del Governo in materia di lavoro. Ciò che emerge è una voglia di scontro che non fa bene al Paese». «Che senso ha – si è domandato Pezzotta – la proposta di Bossi sull’ articolo 18 o sui bilanci dei sindacati? Se pensano di farci paura si sbagliano». Per il leader della Cisl «Governo e Confindustria pensano di modernizzare il Paese eliminando tutele e garanzie: altro che riforme, il loro è un progetto controriformista, un disegno che dobbiamo battere». Ma sul tappeto non c’è solo l’artciolo 18. La Cisl chiede che per la riforma degli ammortizzatori sociali vengano stanziati almeno 500 milioni di euro. «Abbiamo chiesto ci siano alemno 1000-1500 miliardi di lire l’anno», ha detto Pezzotta, precisando che «si tratta di una cifra orientativa «perché dipende da cosa ci mettiamo dentro».
Il 16 aprile «il Paese si fermerà» conclude Angeletti, che ha partecipato ad un improvvisato comizio di fronte ai cancelli del Nuovo Pignone. Lo sciopero generale di martedì prossimo, afferma, «dimostrerà come la grandissima parte dei lavoratori, anche quelli che hanno votato per il centro destra, non è d’accordo sulle posizioni del Governo».
In vista di martedì anche i sindacati europei sono sul piede di guerra. «Abbiamo chiesto alla commissione Ue di essere vigilante per evitare che decisioni come quella del governo italiano possano avere ripercussioni a livello europeo», ha annunciato Emilio Gabaglio, segretario generale della Confederazione europea, al termine di un incontro con il presidente Ue Romano Prodi ed il rappresentante degli industriali (Unice). Infine, anche l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu (Margherita) trova «molto strano che vengano applicate tecniche da spot nel trattare un tema così serio per la disciplina dei licenziamenti».
Lo sciopero generale non interferirà con i lavori Parlamentari. Il Presidente del Senato ha ricevuto i responsabili sindacali di Palazzo Madama ed ha ringraziato la Cisl-Senato per la decisione di non aderire allo sciopero generale oltre a Cgil-Senato e Uil-Senato per la decisione di aderire in forma simbolica, apprezzando il senso di responsabilità e il rispetto per le esigenze dell’istituzione.

R.E.F.