Articolo 18, alta tensione governo-sindacati

19/02/2002





Articolo 18, alta tensione governo-sindacati

di�
Bianca Di Giovanni


 Sull’articolo 18 �la posizione del governo non cambia�: nessuno stralcio. Cos� luned� sera il premier Silvio Berlusconi ha messo la parola fine a qualsiasi ipotesi di mediazione, riaprendo lo scontro con i sindacati. Ma la carta giocata dal presidente del consiglio tenta anche il gioco dell’ambiguit�: niente stralcio, ma s� al dialogo. Insomma, via alla convocazione delle parti (come vuole la Cisl), che potrebbe avvenire gi� nei prossimi giorni, se non addirittura nelle prossime ore. Il fatto �, per�, che senza stralcio non si capisce bene quale dialogo sia possibile. Probabilmente quello sugli �ammortizzatori� sociali che dovrebbe fare da �esca� per disinnescare la mina sciopero generale. Sta di fatto che l’esternazione del presidente del consiglio � arrivata al termine di una giornata di ‘show-down’ e di ricompattamento di una maggioranza in cui sul tema lavoro non mancano forze centrifughe. A testimoniarlo c’� l’ultimo fine-settimana trascorso all’isegna degli �abbordaggi� diplomatici. Poi lo stop di Berlusconi. Insomma, sulla delega sul mercato del lavoro le pedine sono tornate al loro posto: cio� lontanissime.
Intanto il provvedimento comincia il suo iter in commissione Lavoro al Senato, dove lo attendono 1.081 emendamenti. Molto probabilmente prevarr� l’attendismo del relatore Oreste Tofani (An), che ha gi� fatto sapere che non si affronter� il nodo articolo 18 prima della prossima settimana. Ma pi� che in Parlamento la partita si giocher� fuori, in quei �luoghi di nessuno� in cui si tentano contatti informali, oppure molto pi� apertamente nelle manifestazioni di piazza. E qui decisivo sar� l’incontro di oggi tra i tre segretari confederali, il primo vertice a tre dopo il congresso di Rimini.
Luned� � stato Roberto Maroni ad aprire il fuoco, infuriato all’ipotesi che potesse essere scavalcato ancora una volta da una nuova iniziativa di An. Evidente che la Lega chiede il conto per il suo ingresso nella Casa delle Libert�, a costo di scontentare il suo elettorato popolare. Fatto sta che il ministro se la prende innanzitutto con le �manie di protagonismo� che infestano il governo, la maggioranza ed anche il suo ministero. La rabbia � tale da far minacciare punizioni per le fughe di notizie del fine-settimana. Insomma, il nemico sembra essere interno (altroch� i sindacati). �Mi auguro – continua Maroni – che si lasci lavorare chi sta lavorando su questo tema cos� delicato�. Come dire: guai a chi si intromette in questa partita, stavolta la gioco da solo.
Dunque, nella maggioranza c’� tutto meno che unit�, ma luned� � stata la giornata del �serrate le righe�. A rispondere all’ordine c’� anche Gianfranco Fini davanti alle telecamere di Porta a Porta, dove preannuncia il no allo stralcio dello stesso Berlusconi. Ma anche lui parla di intesa ancora possibile. Insomma, torna l’idea del congelamento in attesa di tempi meno �caldi�.
A questo punto � chiaro che la palla passa ai sindacati, e soprattutto a quella Cisl che il governo sta tentando in tutti i modi di trascinare dalla sua parte. Quanto alla Uil , le parole di Luigi Angeletti non sembrano preannunciare una mediazione. �La posizione intransigente di Maroni non porter� nulla di buono – dichiara – N� per il governo, n� per il Paese�. In casa Cgil, la posizione di Sergio Cofferati non si sposta di un millimetro: nessun negoziato sull’articolo 18. �L’accantonamento di arbitrato e articolo 18 – dichiara il segretario – � un’ipotesi impraticabile. � un pericolo concreto per il sindacato, che dovrebbe discutere di altro con il governo con una spada di Damocle sulla testa�.