Art. 18, una sola deroga “cassa” anche per i precari

17/06/2002


DOMENICA, 16 GIUGNO 2002
 
Pagina 5 – Economia
 
LA TRATTATIVA
 
Pronto lo schema d´intesa al tavolo sul lavoro. No alla giusta causa per le piccole che crescono
 
Art. 18, una sola deroga "cassa" anche per i precari
 
 
 
No di Cisl e Uil a un miliardo e mezzo di euro per gli ammortizzatori sociali
L´indennità di disoccupazione crescerà e durerà più a lungo
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – Lo «schema» è pronto. La partita che si gioca al tavolo sul mercato del lavoro, assente la Cgil, è prossima alla conclusione. I «paletti» sono stati fissati, il «grande scambio» tra nuovi ammortizzatori sociali e modifiche all´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è pressoché definito. In che modo? Il governo tiene duro sulla sospensione dell´articolo 18 per le aziende che saliranno sopra la soglia dei 15 dipendenti: «Cisl e Uil possono stare certe che su questo punto non molleremo», assicurano negli ambienti del ministero del Welfare. Ma è disposto a cedere sulla sospensione dell´art.18 per i contratti a tempo determinato che vengono trasformati in tempo indeterminato ed, eventualmente, per le imprese del sommerso (qui si compenserebbe con maggiori incentivi fiscali, come chiede la Confindustria).
Per Cisl e Uil riuscire a scendere da tre a una deroga soltanto sarebbe motivo di grande soddisfazione. D´altronde, i rispettivi leader – Savino Pezzotta e Luigi Angeletti – hanno sempre sostenuto che l´articolo 18 non va toccato a coloro che già godono di questa copertura, lasciando in questo modo intendere che i lavoratori che non ne hanno mai usufruito (quelli delle imprese sotto i 16 dipendenti e quelli in nero) possono continuare a farne a meno anche in caso di superamento della soglia dimensionale o di «emersione» da parte della loro impresa.
Nel frattempo, si fanno le cifre per gli ammortizzatori sociali. Per ora al tavolo della trattativa il governo ha fatto questa cifra: 1,5 miliardi di euro (tremila miliardi di vecchie lire) in tre anni, mille dei quali il primo anno, una somma che Angeletti e Pezzotta giudicano insufficiente. «Prima di parlare di cifre – dice Angeletti – dobbiamo definire la platea dei beneficiari della cassa integrazione, nonché l´entità e la durata dell´indennità di disoccupazione». Come saranno i nuovi ammortizzatori sociali? Cisl e Uil premono per l´estensione della cassa integrazione, o la creazione di uno strumento analogo, a favore dei lavoratori stagionali (turismo, agroalimentare), di quelli a tempo determinato e dei parasubordinati con profilo simile a quello di un lavoratore dipendente.
Quanto all´indennità di disoccupazione, c´è l´accordo ad alzarla al 60 per cento dell´ultima retribuzione e allungarla a sei mesi, prevedendo un taglio al 40 per cento per i sei mesi successivi. A coloro che perdono il lavoro e, ai fini del ricollocamento, si iscrivono a un corso di formazione, l´ipotesi è di alzare l´indennità all´80 per cento. Per i disoccupati «cronici» il governo propone invece il «reddito di ultima istanza», che ha più che altro caratteristiche assistenziali. Martedì prossimo, in occasione della prima verifica a Palazzo Chigi dei quattro tavoli di settore, il governo presenterà alle parti sociali una bozza del Dpef. «Martedì andremo a vedere le carte del governo», dice Pezzotta, mentre il viceministro dell´Economa, Mario Baldassarri, e il presidente della Confindustria, Antonio D´Amato, dicono di essere fiduciosi circa una conclusione ravvicinata del negoziato. La Cgil, intanto, dà il via agli scioperi articolati: giovedì toccherà a Lombardia e Campania. Dice Cofferati: «Siamo pronti allo sciopero generale in autunno anche da soli. Ma spero che Cisl e Uil si ravvedano».