Art.18, un altro sciopero

13/06/2002

Liberazione 13 giugno 2002

Cgil, il direttivo vota all’unanimità la mobilitazione generale. E sui diritti per tutti e tutte sceglie la legge invece del referendum, difeso da Fiom e sinistra sindacale

Art.18, un altro sciopero
Fabio Sebastiani

Uno sciopero necessario, come è stato definito. uno sciopero pronto a scattare non appena il governo passerà dalle intenzioni ai fatti

Ieri il direttivo della Cgil ha deciso: la grande mobilitazione del 16 aprile non rimarrà solo un bel ricordo. Si replica, anche da soli. «Ci sono ragioni consistenti e serie per contrastare le intenzioni del governo che non sono categorie dello spirito – dice Sergio Cofferati, rispondendo alle critiche di Maroni – ma provvedimenti scritti e presentati in Parlamentoi». E non è tenero neanche verso Pezzotta e Angeletti. «Penso che Cisl e Uil abbiano commesso un grave errore. – aggiunge – si sono messi su una china che non si sa dove porterà». Il segretario della Uil gli risponde con altrettanta durezza: «La Cgil sta adottando una strategia che esclude qualunque accordo per i prossimi anni».

«Mutazione genetica»
A chiarire quale sarà il "sindacato" del futuro, intanto, ci pensa il sottosegretario Sacconi in una intervista comparsa ieri sul "Il Sole 24 ore". La "nuova frontiera" sono gli enti bilateriali e il sindacato dei servizi. In pratica degli uffici di collocamento, comne dice lo stesso Sacconi, con qualche competenza su ammortizzatori sociali e formazione. Scompare il sindacato organizzato della trattativa e della contrattazione, e spunta quello della "certificazione" della libera volontà delle parti. Una vera e propria mutazione genetica per il movimento sindacale a cui non è certo estranea questa fase di frantumazione del fronte sindacale. «E’ singolare che il futuro del sindacato – commenta Sergio Cofferati – venga descritto dal sottosegretario al Lavoro e non dai sindacalisti. Siamo contrari a quel modello che esalta la bilateralità e che contempla meno tutele e più servizi. Su questo sindacato parastatale sarebbe interessante l’opinione dei rappresentanti del pensiero liberale».

«Referendum, inidoneo»
Mentre da una parte la Cgil chiama allo sciopero generale, dall’altra chiude nettamente sui referendum. Sia Epifani che Cofferati hanno ribadito il giudizio di inopportunità già espresso dalla segreteria. Lo strumento più idoneo, «per ragioni di metodo e di merito», ha sottolineato Epifani, sarebbe quello legislativo, una proposta di legge di iniziativa popolare sulla quale raccogliere le firme e in grado di raccordare la qualificazione di un diritto con modalità adeguate alle diverse realtà. La proposta di legge dovrebbe contenere l’estensione a tutti dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quindi sia alle aziende con meno di 15 dipendenti che ai parasubordinati.


Questo passaggio è stato sintetizzato in un documento distinto da quello sullo sciopero generale (che ha ottenuto l’unanimità), approvato con 89 voti a favore e 25 contrari (formalmente si è trattato di astensioni), praticamente tutta l’area di Lavoro Società-Cambiare Rotta. Ferruccio Danini e Carlo Baldini hanno presentato un loro ordine del giorno, che ha ottenuto due voti, con il quale chiedevano un coinvolgimento diretto della Cgil nel sostenere la raccolta delle firme. Disco verde dal direttivo anche su un possibile referendum abrogativo del ddl "848 bis" una volta che fosse approvato dal Parlamento con le modifiche all’articolo 18.

Tra gli "astenuti" vanno sicuramente contati i voti di Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, e di Claudio Sabattini. Entrambi, nei loro interventi, hanno ribadito la giustezza delle decisioni prese dal Comitato centrale sul sostegno al referendum (come già deciso dal congresso nazionale). Va infine segnalato che critiche più o meno esplicite alla linea di Cofferati sono arrivate da alcuni settori della maggioranza che mal digeriscono lo strappo nei confronti di Cisl e Uil.

Intanto, continuano le mobilitazioni contro le deleghe del governo sul mercato del lavoro. Ieri hanno incrociato le braccia i metalmeccanici di Venafro-Isernia. Oggi tocca alle tute blu di Cassino, ma nell’ambito della vertenza Fiat. Domani la Cgil della Lombardia presenterà la mobilitazione del 20 giugno. Ci saranno centinaia di iniziative sparse in tutta la regione nel corso delle quattro ore di sciopero. La Filcams, invece, ha già fatto sapere che lo sciopero sarà per tutta la giornata