Art.18, primi scioperi nelle fabbriche

04/06/2002


MARTEDÌ, 04 GIUGNO 2002
 
Pagina 9 – Economia
 
Astensioni dal lavoro in tutta Italia. Cofferati: "I diritti delle persone sono sotto attacco", e Fassino lo difende
 
 
Cisl e Uil oggi al tavolo col governo. Rutelli alla Cgil: trattate
 
 Art.18, primi scioperi nelle fabbriche
 
Pezzotta: "Trattativa in salita, ma andava imboccata"
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – Il «no» delle fabbriche, il «sì» dell´esecutivo a sostegno della trattativa, fermo restando che «i diritti acquisiti non si toccano». Il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, ha affrontato ieri l´esame dei gruppi dirigenti e dei lavoratori. Mentre nelle fabbriche di tutta Italia partivano i primi scioperi spontanei contro le modifiche all´articolo18 e il «verbale d´incontro» siglato venerdì a Palazzo Chigi da Cisl e Uil, la confederazione di via Po riuniva il suo esecutivo – che sarebbe durato fino a notte fonda – per verificare la tenuta interna, in particolare dopo le critiche dei metalmeccanici, dei chimici e dei bancari, che giudicano pericoloso il negoziato, nel quale, dicono, «la Confindustria incassa senza dare».
Ieri Pezzotta ha, in primo luogo, ammesso che «la strada del negoziato sarà in salita», precisando però che «va percorsa», come peraltro sollecitano le organizzazioni del Sud che lo invitano a valorizzare il nuovo rapporto «privilegiato» con il governo. Il segretario Cisl ha poi espresso «rammarico» per la decisione della Cgil di non partecipare al tavolo sul mercato del lavoro, che partirà nel pomeriggio di oggi al ministero del Welfare: non si dovrebbe parlare di articolo 18, né di ammortizzatori sociali, bensì soltanto di incentivi all´occupazione. Cofferati, tuttavia, ha confermato l´ipotesi di un secondo sciopero generale, previsto nel pacchetto di iniziative che saranno varate dal direttivo dell´11-12 giugno, ma senza che ne sia fissata la data: lo sciopero, infatti, cadrà non nel corso del negoziato, ma in concomitanza con il percorso parlamentare del ddl ad hoc. «Siamo in una stagione nella quale i diritti delle persone sono sotto attacco – ha ribadito ieri Cofferati – non c´è stato nessuno stralcio, ma un accordo che punta entro il 31 luglio a modificare l´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori». Il segretario dei Ds, Piero Fassino appoggia pienamente la posizione di Cofferati, mentre il leader dell´Ulivo, Francesco Rutelli, è più critico: «La Cgil deve sedersi al tavolo con il governo».
Il disagio in Cisl e Uil, intanto, è palpabile e non manca all´interno dei due sindacati chi sostiene che Pezzotta e Angeletti abbiano già in mano l´intesa (se così non fosse, i due leader – alla luce dei documenti approvati dai rispettivi organismi dirigenti – rischierebbero non poco). Dopo la tregua armata raggiunta nella direzione Uil di venerdì notte con la «sinistra» di Franco Lotito e Paolo Pirani, che sospendono il loro «giudizio» fino alla prima verifica dell´andamento dei quattro tavoli, il segretario generale Luigi Angeletti – accusato di aver «tradito» il mandato del congresso di Torino, quando fu costretto dai delegati a proclamare lo sciopero generale con Cgil e Cisl – ha sentito la necessità di scrivere una lettera a tutti gli iscritti nella quale spiega i motivi che l´hanno spinto ad accettare la proposta del governo di riapertura della trattativa.
Per ora migliaia di lavoratori – compresi numerosissimi iscritti a Cisl e Uil – hanno deciso di scioperare contro l´accordo separato di Palazzo Chigi. La mobilitazione spontanea ha coinvolto decine di fabbriche in Piemonte, Lombardia, Veneto, Marche, Toscana (nella sola Firenze, dice la Cgil, si sono fermati 25 mila i lavoratori), Umbria. I delegati Fim del gruppo Fiat, riuniti a Torino in assemblea, non hanno poi nascosto rabbia e stupore: «Pezzotta ha sbagliato. Che cosa è cambiato rispetto alle ragioni dello sciopero generale? – si chiedono i delegati – le modifiche all´articolo 18 non sono state tolte dal tavolo, come avevamo chiesto, quindi non dovevamo accettare il confronto». D´altronde, quando Cisl-Uil firmeranno le modifiche all´art.18 (il termine è il 31 luglio) le fabbriche saranno chiuse per ferie.