Art.18, l’Ulivo presenta il suo progetto alternativo

02/04/2003

              mercoledì 2 aprile 2003

              Tra i punti qualificanti, agevolazioni per le piccole imprese, incentivi, nuovi ammortizzatori e la riforma del processo del lavoro
              Art.18, l’Ulivo presenta il suo progetto alternativo

              ROMA Ancora uno slittamento per la discussione in Senato della delega 848bis che contiene la riforma degli ammortizzatori sociali e le modifiche all’articolo 18.
              Il governo, impegnato alla Camera, ha dato forfait costringendo la commissione Lavoro ad aggiornarsi domani. In ogni caso non si entrerà nel vivo prima della settimana prossima quando verranno
              presi in esame gli emendamenti. Moltissimi quelli dell’Ulivo «Si tratta di un progetto radicalmente alternativo a quello del governo perché – ha spiegato il capogruppo dei senatori Ds, Gavino Angius – noi vogliamo, attraverso la coesione sociale, rafforzare ed estendere i
              diritti dei lavoratori e, nello stesso tempo, sostenere lo sviluppo delle imprese».
              Una vera e propria controriforma, insomma, che i capigruppo dell’Ulivo presenti anche il responsabile Lavoro della Margherita, il senatore Tiziano Treu, e quello dei Ds Cesare Damiano – hanno
              illustrato ieri insieme ad un progetto di riforma del processo di lavoro
              per dare una corsia preferenziale ai contenziosi «con l’obiettivo di garantire celerità e certezza alla soluzione delle controversie».
              Anche per i licenziamenti. È uno dei modi per affrontare il contenuto
              della delega laddove modifica l’articolo 18 e, ovviamente, non è il solo: la premessa sta in un emendamento unitario che chiede la soppressione di quella modifica. Per quanto riguarda invece le aziende sotto i 16 dipendenti per il lavoratore ingiustamente licenziato si propone
              un risarcimento commisurato al danno subito tenuti presenti l’anzianità e il tasso di disoccupazione territoriale (l’indennità attuale verrebbe maggiorata fino a 10 o 14 mensilità). Un’altra novità riguarda le agevolazioni contributive per le piccole e medie imprese con riduzioni,
              fino al 50%, dell’aliquota a carico del datore di lavoro, per ciascun nuovo contratto a contenuto formativo. Inoltre si prevede sempre per le aziende minori l’incremento delle deduzioni dalla base imponibile Irap. Il costo dell’intero pacchetto ammortizzatori-incentivi è di
              tutto rispetto (5 miliardi di euro) a fronte dei 700 milioni di euro (di cui la metà già spesi) previsti dal Patto per l’Italia recepito nella delega. Sugli incentivi all’occupazione «il nostro giudizio sul testo del governo è negativo anche perché si vorrebbero riordinare senza oneri per
              lo Stato» ha spiegato il senatore ds Giovanni Battafarano. Del resto l’Ulivo propone di estendere le attuali tutele e forme di integrazione al reddito (cig e mobilità, per fare un esempio) anche alle piccole imprese. Nel dettaglio la riforma degli ammortizzatori sociali prevede
              che l’indennità di disoccupazione venga estesa a tutti i lavoratori subordinati e ai co.co.co; l’indennità viene portata al 60% della retribuzione media per i primi 6 mesi, al 40% per i 3 successivi;
              l’estensione della cig e della cigs a tutti i rapporti di lavoro subordinato in aziende private senza nuovi oneri per le imprese che oggi non vi accedono; il miglioramento delle tutele in caso di licenziamenti
              collettivi. «Non mettiamo in discussione i diritti dei padri e nello stesso
              tempo – ha sintetizzato Damiano – vogliamo tutelare i più deboli».
              fe.m.