Art.18, il sindacato non molla

19/04/2002


 
Pagina 37 – Economia
 
Il leader Uil non boccia l´ipotesi anticipata da Repubblica. Violante: alla Camera faremo ostruzionismo
 
Art.18, il sindacato non molla
 
Angeletti: aperti alle proposte, ma solo con lo stralcio
 
 
 
An e centristi impegnati a mediare per la ripresa del dialogo sociale
Treu (Margherita): gli ammortizzatori sociali costano 5 miliardi di euro
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – «Vedremo quale sarà la proposta che il governo ci farà al tavolo nel caso di una convocazione. Sicuramente non si può immaginare che il problema delle modifiche all´articolo 18 si possa eludere». Il leader della Uil, Luigi Angeletti, tiene la barra dritta e fa sapere che il sindacato non mollerà sull´articolo 18. Nel frattempo, Luciano Violante (Ds) annuncia che se la proposta del governo per la modifica dell´articolo 18 dovesse arrivare alla Camera, l´Ulivo «utilizzerà tutti i mezzi regolamentari per impedire che si arrivi all´approvazione», dunque anche l´ostruzionismo.
Angeletti assicura poi che l´ipotesi del governo di «congelare» gli interventi sul mercato del lavoro fino all´entrata in vigore dei nuovi ammortizzatori sociali non è ancora stata sottoposta ai sindacati. Dopo il successo dello sciopero generale di martedì scorso (il 90 per cento di adesioni, dicono i sindacati), Angeletti è comunque ottimista: «Molti elettori del centrodestra sono lavoratori dipendenti e probabilmente hanno, sul tema dell´articolo 18, la stessa opinione degli altri lavoratori. È per questo che il governo non può tirare troppo la corda». Per Angeletti, infatti, «al di là delle dichiarazioni puramente difensive, il governo deve valutare attentamente i danni politici che la maggioranza potrebbe subire se proseguisse sulla strada imboccata».
Beppe Casadio, segretario confederale Cgil, ribadisce: «Qualunque proposta che non preveda espressamente lo stralcio delle modifiche all´articolo 18 è insufficiente. Per noi non c´è nulla di nuovo: l´ipotesi di parlare di ammortizzatori sociali contestualmente alle modifiche dell´articolo 18 è lontanissima dalla nostra posizione. Soltanto eliminando il tema dell´articolo 18 sarà possibile ripristinare il confronto». Oggi, intanto, il ministro del Welfare, Roberto Maroni, e il leader della Cisl, Savino Pezzotta, parteciperanno entrambi a Modena a un convegno per ricordare Marco Biagi (il segretario della Cgil, Sergio Cofferati, parteciperà soltanto alla commemorazione prima del convegno). Potrebbe essere, questa, l´occasione per incontri dietro le quinte.
Il presidente della commissione Lavoro del Senato, Tomaso Zanoletti (Udc), ritiene che si vada «verso l´ipotesi di un allargamento dei temi del confronto, una riduzione dei casi di applicazione delle modifiche all´articolo 18 e una rimodulazione degli ammortizzatori sociali con la definizione di una cifra congrua da destinare ai vari strumenti di protezione sociale». Per Tiziano Treu (Margherita), l´unico modo per uscire dall´impasse è «togliere di mezzo l´articolo 18 e ripartire dalla riforma degli ammortizzatori sociali per i quali servono 5 miliardi di euro». Anche il sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli (An), propone una strada di mediazione: mentre conferma che «gli ammortizzatori sociali saranno inseriti in un percorso per recuperare il dialogo sociale», propone di «riposizionare l´articolo 18 all´interno della riforma del mercato del lavoro».