Art.18, il governo cerca la via d´uscita

11/03/2002

 
Pagina 27 – Economia
 
 
Al ministero del Welfare si lavora alla proposta annunciata da Maroni per mercoledì
Art.18, il governo cerca la via d´uscita
Berlusconi: pronti ad accettare soluzioni da sindacati e imprese

          ROMA – Si è lavorato nel week end alla nuova proposta che il ministro del Welfare Roberto Maroni ha assicurato per dopodomani, mercoledì, in tema di delega sul lavoro. Sono ore di febbrili contatti politici e tecnici per trovare la quadratura del cerchio resa più difficile dalla sortita della Confindustria che ha invitato il governo a tenere duro e a non fare retromarcia di fronte ai «no» di Cofferati.
          Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una intervista a «La Vanguardia online» tuttavia ha continuato a difendere la linea del governo e l´intervento sull´articolo 18. «E´ una piccola modifica – ha detto – che non lede i diritti acquisiti di chi ha un contratto a tempo indeterminato, e solo si applica a futuri lavoratori» e ha ribadito che «se gli imprenditori e i sindacati riescono a raggiungere un accordo per un´altra soluzione, siamo disposti ad adottarla e a rinunciare al nostro progetto». Nuove polemiche, invece, all´insegna della Cgil di Berlusconi: «Sta trasformando l´annunciato sciopero generale in un´azione politica, e non in una difesa degli interessi reali dei lavoratori».
          Bocche cucite intanto al ministero del Lavoro ma l´ipotesi più probabile è quella di una riscrittura dell´articolo 10 del disegno di legge delega varato dal governo Berlusconi il 15 novembre scorso e, sostanzialmente, caduto sotto i colpi dell´opposizione sindacale. Come è noto la norma apriva la strada, in tre casi (riemersione, da tempo determinato a tempo indeterminato, crescita dimensionale delle imprese) al licenziamento senza giusta causa.
          E´ possibile che l´articolo venga modificato, sfilando sostanzialmente l´articolo 18, con la proposta di dar vita ad una commissione per la riscrittura del cosiddetto «Statuto dei lavori», in pratica il modello aggiornato dello Statuto del 1970 sul quale ha lavorato l´ex ministro Tiziano Treu (presentando 40 articoli nel 1998) che milita nelle file della Margherita. Ieri anche il ministro delle politiche Agricole Giovanni Alemanno ha insistito su questa ipotesi: «Si tratta – ha detto – di sostituire la proposta sull´ articolo 18 con un nuovo testo di delega che riguardi tutto lo statuto dei lavoratori, ampliando in un certo senso la delega ma non mirandola sull´ articolo 18». Su questa ipotesi si è detta pronta a trattare la Cisl per bocca del segretario confederale Graziano Trerè.
          Da non sottovalutare tuttavia anche la posizione del ministro per gli Affari regionali La Loggia che a Palermo, in occasione del convegno della Confindustria , ha visto riservatamente il leader Cisl Pezzotta e quello di Confindustria D´Amato: sarebbe volta a lasciare in vita come unica deroga quella legata al sommerso, magari solo al Sud.
          L´eco delle ultime sortite confindustriali si è fatta sentire al congresso dei popolari dove è intervenuto Enrico Letta. «Dobbiamo dire agli imprenditori: avete sbagliato a investire su Forza Italia, che non potrà mantenere ciò che ha promesso e che persegue uno sviluppo che, come dimostra l´articolo 18, è fatto di lacerazioni sociali».