Art. 18, esenzione anche a vita

09/07/2002



Martedí 09 Luglio 2002

Tra i tecnici prevale l’idea di deroghe che sopravvivano alla sperimentazione
Art. 18, esenzione anche a vita
ROMA – Sarà il punto più delicato per gli estensori del decreto attuativo della delega: come scrivere la norma sul cosiddetto non computo dei nuovi assunti che fa scattare la deroga all’articolo 18. L’orientamento prevalente tra i tecnici che hanno messo a punto il Patto per l’Italia è quello di consentire la creazione di una fascia di "intangibili" a vita: vale a dire garantire alle imprese (anche alla fine della sperimentazione), che nei tre anni abbiano fatto nuove assunzioni superando la soglia dei 15 addetti, la conferma dell’esclusione dall’articolo 18. Se la sperimentazione dovesse decadere in seguito alla verifica, quelle imprese potrebbero rientrare nell’articolo 18 ma solo nel caso facciano altre assunzioni che le portano a superare la soglia dei 15 addetti, al netto dei lavoratori "non computati". In pratica, il principio del "non computo" potrebbe valere per sempre e non durare solo tre anni. La ragione che sostiene questo primo orientamento, è fornire un quadro normativo stabile per dare certezze alle scelte strategiche delle imprese e centrare l’obiettivo di creare nuova occupazione. La clausola del non computo utilizzata nell’accordo del resto ha già superato – pur creando un doppio regime di tutele tra lavoratori – il test di costituzionalità nei casi che hanno interessato gli apprendisti, i contratti di formazione lavoro, i lavoratori socialmente utili, i collaboratori coordinati e continuativi, i lavoratori interinali. Si tratta di altrettante categorie di "non computabili" per i quali esiste una giurisprudenza fiorente.

Li.P.