Arrivano tre miliardi per il Welfare

14/03/2007
    mercoledì 14 marzo 2007

    Pagina 5 – Primo Piano

    Arrivano tre miliardi per il Welfare

      TERESA PITTELLI
      ROMA

      Il sottosegretario Enrico Letta ha annunciato ieri che i tavoli di concertazione con le parti sociali sulla competitività, il pubblico impiego, le pensioni e il welfare prenderanno avvio giovedì 22. Un negoziato che non sarà facile, ma che il governo intende «agevolare» con una riforma degli ammortizzatori sociali che peserà 2-3 miliardi di euro. I tecnici dei ministeri continuano a lavorare, ma intanto emerge una proposta: semplificare e razionalizzare le varie indennità per evitare sprechi e costi indiretti. L’obiettivo del governo, in particolare, è arrivare a tre tipi di trattamento. E cioè una Cassa integrazione guadagni unica sia per le situazioni che danno vita alla Cig ordinaria sia per quelle che richiedono la Cigs (nel primo caso eventi transitori con certezza della ripresa lavorativa, nel secondo ristrutturazioni o crisi aziendali); un’indennità universale che contempli tanto la disoccupazione quanto la mobilità; e infine una rete di protezione per il lavoro discontinuo. Una misura che non vede in principio sfavorevoli i sindacati, «a patto che la durata dei trattamenti rimanga la stessa», chiarisce per tutti Fulvio Fammoni, segretario della Cgil.

      La razionalizzazione dei sussidi di disoccupazione sarebbe accompagnata dall’estensione delle misure a favore di chi non ne gode attualmente, come i lavoratori flessibili, ai quali si intende concedere anche alcune tutele previdenziali, ad esempio la contribuzione figurativa per coprire gli eventuali buchi nei versamenti a causa della discontinuità degli impieghi.

      Un progetto nel complesso ambizioso, soprattutto perché costa, tanto che tutti i governi che hanno provato a mettere mano a una riforma hanno fatto finora un buco nell’acqua. Dagli ultimi incontri tecnici tra i ministeri economici, in corso in queste ore, sembra emergere la volontà di trovare le risorse necessarie, 3 miliardi di euro circa, per portare a casa la riforma promessa dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano. D’accordo con questa visione anche Tommaso Padoa-Schioppa, che spera così di preparare il terreno alla delicata discussione con i sindacati sulle pensioni.